Il dolore
Cassa di espansione, scontro sul progetto
La Provincia attacca l’Autorità di Bacino: «L’opera è stata approntata dal Genio civile in base agli studi di Palazzo Pretorio. Ora è insicura?»
LUCCA. É proprio il mancato funzionamento della cassa di espansione lungo la Freddano il principale oggetto di polemica sul disastro del nubifragio di lunedì notte. Mentre il titolare del ristorante Il Guercio, devastato ancora una volta dalla furia delle acque, cerca di parlare con i responsabili e si prepara comunque ad una pesante azione legale, la Provincia, tramite l’assessore Diego Santi, attacca il segretario dell’Autorità di Bacino, il geologo Raffaello Nardi, per le sue osservazioni sul progetto relativo alla cassa di espansione.
«Apprezzo il coraggio del prof. Nardi nell’affermare al Tirreno che in merito alla cassa di espansione del torrente Freddana qualcosa sia da rivedere a soli tre anni dall’inaugurazione dell’opera. Ma - in questo caso vestendo i panni del cittadino - rimango molto perplesso e, per essere sinceri, molto preoccupato.
«La cassa di espansione è stata progettata dal Genio Civile in base agli studi e alle analisi dell’Autorità guidata da Nardi. Quindi il Segretario sconfessa se stesso e mi chiedo quale grado di sicurezza ci sia, a questo punto, nelle altre opere realizzate sul territorio in virtù dei dati forniti agli ingegneri-costruttori dall’Autorità stessa. Il dubbio mi sembra legittimo.
«E, aggiungo, che è del tutto singolare che la persona che dovrebbe offrire certezze su un tema delicato come la fragilità del territorio avanzi, invece, ulteriori dubbi e ponga altri punti interrogativi. In questi casi, pensando proprio alle persone che hanno subito danni e sono arrabbiate, occorre essere pragmatici e oggettivi ed evitare di filosofeggiare su un argomento che di filosofico non ha veramente nulla.
«Ma c’è di più. Perché ricordo a chi non lo sapesse, che nonostante le opere di innalzamento dei livelli di sicurezza realizzate dalla Provincia, ulteriori interventi e migliorie proposti da Palazzo Ducale come, ad esempio, l’abbassamento dell’alveo dei torrenti e dello stesso fiume Serchio con l’eliminazione delle isole, non sono stati autorizzati dalla stessa l’Autorità di Bacino.
«Più specificatamente sulla Freddana ribadisco che il torrente nonostante la grande quantità di acqua caduta nella notte tra lunedì e martedì in poco tempo, non è esondata. Le spallette hanno retto, evitando il peggio, e la cassa di espansione, progettata dal Genio Civile su indicazione proprio dell’Autorità di Bacino ha funzionato per come era stata progettata: ossia per accogliere volumi di acqua notevoli nell’arco di 5/6 ore e non di 2.
«Se Nardi ha riscontrato che le sue ipotesi non fossero corrette, indichi subito qual è, allora, la cosa giusta da fare e, soprattutto, ripensi alle altre criticità da tempo segnalate come, ad esempio, il diniego all’escavazione del letto dei corsi d’acqua e all’ulteriore messa in sicurezza del Serchio nell’area lucchese, ad oggi bloccata proprio da un parere negativo dell’Autorità di Bacino».
Il tema dell’escavazione dei letti del Serchio e degli altri torrenti e canali si ripropone con forza anche nella Valle del Serchio, proprio alla luce della frana che ha interrotto ieri la statale del Brennero, per l’ennesima volta.
Intanto gli enti, tutti, dovrebbero spiegare perché non hanno dato mai alcun seguito alle raccomandazione dell’Autorità di Bacino sui manufatti da rimuovere dalle rive dei corsi d’acqua dove, invece, si sono continuati a dare inconcepibili permessi a costruire. E dove, in certi casi, sono sorte addirittura nuove aree artigianali e industriali.
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