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La Toscocarta è salva crescono le speranze per i 29 dipendenti

La Toscocarta è salva crescono le speranze per i 29 dipendenti

Concordato preventivo omologato dai giudici del tribunale Affitto d’azienda e poi acquisto della Toscofibra di Crespina

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COSELLI. C’è speranza per il futuro della Toscocarta, azienda con sede a Coselli che dal 1980 rappresenta un marchio storico nel settore del converting (trasformazione e commercio di imballaggi). Proprio lunedì il tribunale fallimentare (presidente Giuntoli, giudici Lucente e Capozzi) ha omologato il concordato nominando liquidatore Marco Cattani con la rappresentanza del comitato dei creditori formata dalla Banca del Monte, dalla ditta Galli e Flori srl e dal ragionier Lido Lucchesi. Il nuovo concordato preventivo prevede il contratto d’affitto triennale alla Toscofibra srl di Cenaia nel comune di Crespina (Pisa) con l’impegno all’acquisto al termine dell’affittanza e l’acquisto stimato delle merci in magazzino. Attraverso l’affitto d’azienda già posto in essere e in grado di funzionare crescono le speranze per i 29 dipendenti dell’azienda della Piana.

Piano modificato. Rispetto al preliminare concordato preventivo nella seconda stesura ci sono state novità. Prima di tutto il pagamento integrale dell’Irpef e in secondo luogo la classificazione del Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) sulla base della recente sentenza della Cassazione per cui la parte Iva sul debito complessivo su Conai è da considerarsi come credito privilegiato mentre l’imponibile è da considerarsi chirografario.

La copertura del debito con i creditori si compone di 800mila euro per la cessione di azienda e magazzino dalla Toscofibra, un contratto triennale di affitto d’azienda sempre alla società pisana, la cessione di un immobile situtato a Lido di Camaiore e stimato in 880mila euro appartenente all’amministratore dell’azienda di imballaggi di Coselli, un ulteriore apporto di 700mila euro dell’amministratore unico della Toscocarta, Alessandro Giussani e infine il residuo credito verso i clienti di 198mila euro.

La ripartizione. Il debito complessivo di quasi 4 milione al 5 luglio 2013 prevede la seguente ripartizione: il 100% ai creditori privilegiati (2 milioni e 705mila euro) e il 9,50% ai chirografari su una cifra stimata in 1,8 milioni di euro.

Il concordato prevede il pagamento integrale di tutte le spese, dell’Iva, dell’Irpef e dei creditori privilegiati. Al momento la Toscofibra srl ha sempre ottemperato ai suoi obblighi pagando le rate d’affitto d’azienda e acquistando merce per 332mila euro. Segno per i giudici fallimentari della serietà della proposta che nel luglio 2017 sfocerà con l’acquisto della Toscocarta da parte della società con sede a Cenaia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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