Italia
Nuovo edificio per la sanità territoriale
Via libera del sindaco Tambellini al progetto dell’Asl: «I volumi non cambieranno, ne parleremo con la Regione»
LUCCA. Disco verde del sindaco Alessandro Tambellini alla realizzazione di un nuovo edificio al Campo di Marte dove collocare la Casa della salute e tutti i servizi territoriali (oltre agli uffici direzionali e amministrativi dell’Asl) di cui la città ha bisogno. Di fatto il primo cittadino esprime un parere favorevole all’ipotesi avanzata dall’azienda sanitaria di costruire un nuovo complesso invece che di procedere alla ristrutturazione, lunga e complicata, dei padiglioni del Campo di Marte.
A convincere Tambellini una serie di considerazioni: intanto la presa d’atto che una struttura nuova, moderna, offre innumerevoli vantaggi e l’esempio più lampante è il nuovo ospedale San Luca. Poi c’è la constatazione che non ci sarebbe un particolare aumento di volumi, dato che il nuovo edificio sorgerebbe sulle ceneri di magazzino, lavanderia e mensa, che sarebbero demoliti, al pari di alcune palazzine (quelle più basse) che non servono più e che si trovano nell’area del Campo di Marte. Infine la volontà di mettere l’Asl in condizione di avere uno stabile più funzionale, più utile e quindi di offrire servizi migliori alla popolazione, che è uno degli aspetti più importanti.
«Nessun preconcetto quindi – dice Tambellini – non infiliamo certo la testa nel sacco. Ne parleremo con la Regione e vedremo come procedere». Da parte dell’Asl nessun dubbio sul fatto che la scelta migliore sia un nuovo edificio. Lo afferma con forza il direttore generale Joseph Polimeni, corroborato anche dal parere dell’ingegner Gabriele Marchetti, responsabile dell’ufficio tecnico. C’è una relazione che mette a confronto le due possibilità (nuova edificazione e ristrutturazione) e che indica tutti i vantaggi – secondo l’Asl – della prima ipotesi: percorso progettuale certo; certezza dei costi di costruzione; minor tempo di attivazione; ottimizzazione organizzazione funzionale; economicità di gestione; durabilità dell’edificio; flessibilità per adeguamenti successivi; riqualificazione urbanistico-edilizia dell’area; migliore valorizzazione patrimoniale dell’area da alienare; viabilità di accesso adeguata; prossimità immediata parcheggio.
«L’unico svantaggio – sottolinea Polimeni – è il costo maggiore, 4-5 milioni di euro in più, ma bisogna anche pensare che si tratta di un investimento che arricchirebbe la città». Siamo comunque appena all’inizio di una discussione che si preannuncia lunga e complessa. E’ però importante la disponibilità del sindaco e andrebbe valutato il fatto che tutto il Campo di Marte a quel punto si renderebbe disponibile per altri usi. Secondo quel piano di fattibilità che Tambellini potrà rendere noto fra qualche giorno. «Ma che comunque dovrà essere compatibile con le attività dell’Asl – dice il sindaco – e con la volontà di far rivivere il quartiere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
