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Elettrodotto, la Regione frena sul parere atteso per la Via
LUCCA. Una lunga serie di chiarimenti e integrazioni al progetto. È quanto chiede la Regione in previsione di esprimere la valutazione di impatto ambientale (Via) sul nuovo tratto di elettrodotto...
LUCCA. Una lunga serie di chiarimenti e integrazioni al progetto. È quanto chiede la Regione in previsione di esprimere la valutazione di impatto ambientale (Via) sul nuovo tratto di elettrodotto della linea La Spezia Acciaiolo.
Un lungo documento - quasi sette cartelle - in cui il governo regionale mette nero su bianco le informazioni che ancora vuole avere prima di dare il suo giudizio. Si chiede in primo luogo «di valutare ipotesi significativamente alternative al tracciato proposto - spiega il settore Via della Regione nel documento inviato al ministero dell’Ambiente - prendendo in considerazione ad esempio l’allontanamento delle linee elettriche dai centri abitati estiventi con puntuali interventi di bypass o interramento delle linee». Inoltre si richiede di «minimizzare l’impatto elettromagnetico», ottimizzando, tra le altre, «la posizione specifica dei piloni e la tipologia dei tralicci».
La Regione chiede anche approfondimenti sui percorsi di smaltimento sia delle materie prime che dei materiali di risulta degli scavi (previsti in circa 53mila metri cubi), chiede una verifica sugli attraversamenti delle infrastrutture autostradali e ferroviarie. Chiede inoltre che venga tutelato durante gli scavi il territorio lucchese dove insistono due falde di acqua riconosciute dal ministero della Sanità: quella che alimenta la Fonte Ilaria e quella del sito Casanuova.
Più chiarezza anche in materia di inquinamento acustico durante i lavori, nonché sulle scelte progettuali che «consentiranno di ridurre l’effetto negativo per l’intensa illuminazione notturna della stazione elettrica» e «una valutazione della popolazione esposta prendendo a riferimento valori significativi di campo magnetico anche inferiori ai limiti di legge».
«La nostra posizione sull’elettrodotto è semplice - interviene anche l’assessore all’ambiente Francesco Raspini -: il tracciato presentato da Terna non va bene. La società deve spiegare a cosa serve, se è indispensabile. Questo è l’unico tracciato possibile? Ci auguriamo che l’inchiesta pubblica chiesta dai sindaci di Lucca, Massarosa e Camaiore faccia chiarezza».
Intanto il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini ha scritto a Regione e Provincia dopo «l’infruttuoso tavolo di concertazione in Regione» chiedendo di disporre la procedura di inchiesta pubblica e contraddittorio. I Comuni, aggiunge, «non hanno mai chiesto e non chiedono la realizzazione di nuovi elettrodotti. Chiedono di intervenire primariamente sugli elettrodotti esistenti, abbattendo in modo significativo l’esposizione dei cittadini alle emissioni che le dette infrastrutture producono». (b.a.)
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