Sicurezza
Il Pd prova a serrare le file intorno al sindaco
LUCCA. Serrare i ranghi e aiutare il sindaco Alessandro Tambellini e la sua giunta a evitare in ogni modo il rischio di perdere i finanziamenti Piuss. Dopo le tensioni del fine settimana, quando la...
LUCCA. Serrare i ranghi e aiutare il sindaco Alessandro Tambellini e la sua giunta a evitare in ogni modo il rischio di perdere i finanziamenti Piuss.
Dopo le tensioni del fine settimana, quando la crisi sembrava a un passo, il Pd tenta ora di salvare il salvabile. Anche perché i renziani hanno verificato che al momento i numeri in consiglio per scaricare il sindaco non ci sono. Con Tambellini è compatto il gruppo di Lucca Civica e quasi tutto il Pd in consiglio comunale, e non sono da escludere avvicinamenti (quanto meno con astensioni) da parte dei consiglieri di opposizione Azzarà e Fazzi. Da ricordare anche la proposta, peraltro respinta, del consigliere Angelini, che era pronto a entrare in giunta per dare una mano.
Resta insomma nel cassetto la mozione di sfiducia che poteva partire proprio dall’interno della maggioranza di centrosinistra. Che però chiede a Tambellini di battere un colpo e di dare risposte concrete ai problemi prioritari: Piuss e urbanistica, Campo di Marte, viabilità, Carmine, centro storico, promozione turistica (a partire da Puccini) e Giglio.
Al sindaco si chiede più presenza sul ponte di comando a Palazzo Orsetti e meno tempo sprecato ad ogni più piccola inaugurazione, manifestazione o evento, dove può tranquillamente farsi rappresentare da altri. E stesso impegno si chiede agli assessori perché esercitino maggiore stimolo e controllo sugli uffici, seguendo passo passo l’attuazione delle direttive. Fare l’assessore, si dice nel Pd, non è un obbligo e richiede sacrificio: chi ha poco tempo e pensa più alle vacanze e ai propri problemi che a quelli della collettività meglio farebbe a dirlo e a farsi da parte.
In Comune, dopo due anni di risultati davvero deludenti sul piano attuativo, c’è bisogno non solo di un sindaco di polso, non solo di una politica comunicativa puntuale e all’altezza, ma anche di gente che lavora sodo: in giunta e nello staff, prima ancora che negli uffici. Inconcepibile allora trovare Palazzo Orsetti vuoto il sabato, quando col sindaco è presente il più delle volte soltanto l’usciere. Insomma, il Pd vuole il più volte richiesto e assicurato cambio di passo. Altrimenti la crisi sarà soltanto rinviata.
Marco Innocenti
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