Il Tirreno

Lucca

Nei guai il “contabile” del fumo

di Luca Tronchetti

Sul libro mastro un adolescente annotava importi e nomi dei coetanei che acquistavano marijuana

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LUCCA. La polizia tiene d’occhio la movida cittadina e i continui controlli predisposti dal questore per frenare la microcrimalità e lo spaccio al minuto come del resto già accaduto in passato porta i primi frutti. Non si tratta certo di un’operazione clamorosa, ma sicuramente di notevole impatto sociale. Perché constatare che tanti, troppi adolescenti - indipendentemente dalla loro condizione familiare - non avvertono più il disvalore e il pericolo dell’uso indiscriminato di sostanze nocive come gli stupefacenti (siano esse droghe leggere o pesanti) è difficile da digerire non solo per qualsiasi genitorie dotato di buonsenso, ma anche per gli stessi operatori di polizia. Che l’altro giorno si sono imbattuti in una sorta di «contabile del fumo». Un ragazzo di 17 anni, residente nella periferia cittadina, che teneva in casa una sorta di libro mastro dove annotava meticolosamente i nomi dei coetanei che acquistavano da lui la marijuana a credito indicando l’importo che avrebbero dovuto versare in tempi ragionevolmente brevi. Cifre variabili dalle 50 alle 150 euro che per un ragazzo dai 14 ai 17 anni che non lavora sono pur sempre importi rilevanti.

Fumo, ricariche, cellulari. La marijuana, stando alle forze di polizia, veniva acquistata a credito e spacciata dai minorenni per poter con i soldi ricavati, ripagare il debito, comprarsi un po’ di fumo e magari, dopo un paio di mesi, arrivare ad acquistare il cellulare nuovo o ricariche telefoniche. Per loro, i protagonisti del micro spaccio cittadino, quello che fanno è normale. Non viene percepito come reato e sempre più spesso in famiglia o nella società manca la necessaria autorevolezza per far capire che quei comportamenti sono sbagliati e a gioco lungo provocheranno soltanto dolore, frustrazione e la graduale emarginazione dalla società.

Mini spacciatore nei guai. Al «contabile del fumo» gli agenti della sezione narcotici diretti dal commissario Virgilio Russo ci arrivano grazie a un controllo operato la sera di martedì 15 luglio nella zona di Porta S. Pietro luogo elettivo della movida dei teenagers. Viene individuato un diciassettenne, che poi si scoprirà essere vicino di casa del «contabile del fumo», e la pattuglia lo trova in possesso di due dosi di marijuana pronte per lo spaccio e di un involucro nascosto negli slip contenente altri grammi di stupefacente. Il giovane ammette di essere dedito allo spaccio a suoi coetanei del centro storico e della periferia e dal suo cellulare gli agenti risalgono al nominativo del «fornitore» dal quale aveva preso a credito la marijuana. Lui viene denunciato per detenzione ai fini di spaccio e riconsegnato alla madre, all’oscuro di tutto, affinché vigili sulla sua condotta. Logicamente scatta la denuncia al tribunale dei minori di Firenze per detenzione ai fini di spaccio. Grazie ai quei numeri sul cellulare la polizia risale al diciassettenne che ha fornito la marijuana. In casa sua, tra lo stupore dei parenti, la polizia trova alcuni grammi di stupefacente e soprattutto una sorta di libro mastro che viene sequestrato. Anche per l’adolescente contabile del fumo scatta il deferimento al tribunale dei minori.

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