Finanza
Confcommercio chiede un calendario mirato
LUCCA. «Il prossimo tavolo di concertazione su Puccini sarà allargato a tutte le realtà lucchesi che si occupano attivamente del Maestro, affinché si confezionino progetti comuni, concordati dalle...
LUCCA. «Il prossimo tavolo di concertazione su Puccini sarà allargato a tutte le realtà lucchesi che si occupano attivamente del Maestro, affinché si confezionino progetti comuni, concordati dalle parti interessate, evitando contrasti e concorrenza». Parole del sindaco Alessandro Tambellini, visibilmente teso durante la presentazione del progetto Follow Puccini, al quale Andrea Colombini, direttore artistico di Puccini e la sua Lucca Festival non era stato invitato. Perché, è stato detto, questa era un’iniziativa tra il Comune, il teatro e la fondazione intitolata al Maestro. A mandare Colombini su tutte le furie è stata la notizia del progetto presentato ieri, al quale ha partecipato anche la direttrice della fondazione Puccini Gabriella Biagi Ravenni “rea”, secondo l’art director dell’associazione, «di una gestione inadeguata di un ente che guida ormai da quindici anni e che adesso avrebbe bisogno di rinnovarsi. Perché – chiede – il sindaco ha rifiutato di ricevermi, rimandando l’incontro a martedì prossimo, a cose fatte, mentre alcuni suoi collaboratori e lo stesso direttore generale del Giglio e anche Confcommercio, si sono dichiarati concordi con le mie proteste?».
Prende posizione anche Confcommercio.
«Confcommercio – afferma il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini – porta avanti da tempo con convinzione l’idea che serva una calendarizzazione unica degli eventi: questo, sia per riempire i cosiddetti momenti di vuoto, sia per consentire a ciascun evento di essere valorizzato come merita. Nel caso specifico siamo di fronte a due iniziative dotate entrambe di elevato spessore culturale e dunque, di conseguenza, meritevoli di una adeguata visibilità. Auspichiamo pertanto per il futuro che possa esserci una maggiore concertazione, soprattutto per eventi collegati al medesimo settore culturale, come in questo caso il brand Puccini. Riteniamo che fossero molte le circostanze in cui i concerti in questione potevano essere distribuiti: si pensi ad esempio ai giovedì dello shopping, che vedono il centro storico preso d’assalto da migliaia di persone, o ad altre serate, al contrario in cui l’offerta di eventi latita».
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