Il Tirreno

Lucca

"Andiamo avanti": l'ultima chance sul Piuss

di Barbara Antoni
"Andiamo avanti": l'ultima chance sul Piuss

Sindaco, parlamentari e vertici Pd concordi per salvare i progetti, in particolare quelli su Manifattura e Lorenzini

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LUCCA. Dopo due ore di confronto serrato, escono alla spicciolata, uno a uno, dalla porticina di servizio accanto al portone principale (sprangato) di Palazzo Orsetti. Sono tesi, provati, i volti dei partecipanti all’incontro convocato in extremis per ieri sera dal sindaco sul Piuss che traballa e mette l’amministrazione in carica a serio rischio permanenza. Volti tirati e bocche cucite. Nessuno vuole dire di più di quanto contiene la nota stringata diramata dal palazzo di governo, che è la seguente: «Dalla riunione è emersa la volontà unanime di non perdere l'opportunità di usufruire di cospicui finanziamenti per un'importante trasformazione di una parte del centro storico. L'intenzione resta di portare avanti i progetti di riqualificazione della città, effettuate le opportune verifiche affinché tutto si svolga nella piena regolarità e trasparenza. In particolare saranno esplorate anche le concrete possibilità per proseguire con i progetti che riguardano due plessi di notevole rilievo per Lucca, come sono l'ex Caserma Lorenzini e l'ex Manifattura Tabacchi. Nei prossimi giorni tutti i rappresentanti istituzionali saranno impegnati in incontri per raggiungere questo obiettivo».

Al confronto partecipano, oltre al sindaco Alessandro Tambellini e Serena Mammini assessore all’urbanistica, la deputata Raffaella Mariani, il senatore Andrea Marcucci, il consigliere regionale Marco Remaschi, il segretario comunale Pd Francesco Bambini e il capogruppo Pd in consiglio comunale Francesco Bambini. Per impegni precedentemente assunti non possono essere presenti il consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti e il presidente della Provincia Stefano Baccelli.

La partita in ballo è grossa: Tambellini e la sua giunta ci si giocano l’ultima partita; se andasse male però, potrebbe risentirne anche l’immagine del Pd.

Nessuno dei convenuti all’incontro accetta l’ipotesi di recedere dagli appalti Piuss, paventata negli ultimi giorni quando l’amministrazione si è resa definitivamente conto di problemi molteplici che pesano sul piano di riqualificazione urbana della zona ovest: un affare da 35 milioni di euro dei quali 20 da fondi europei attraverso la Regione. Da una parte i tempi troppo stretti (termine ultimo 31 dicembre 2015, altrimenti i fondi Ue decadranno) per opere appaltate sì, ma con i lavori appena o mai iniziati; dall’altra presunte irregolarità di atti e procedure dei singoli progetti. Se i progetti saltassero, non sarebbero solo i venti milioni perduti a pesare. Sarebbero anche le penali che il Comune dovrebbe pagare alle ditte assegnatarie degli appalti, sarebbero i ricorsi da affrontare, le spese legali.

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