Il Tirreno

Lucca

furti in abitazione: 10 arresti

Sgominata la banda degli appartamenti

LUCCA. «Andiamo a lavorare». A fine giornata, quando il "lavoro" era finito, qualcuno si ritrovava la casa svaligiata. Nelle intercettazioni telefoniche quel modo di dire significava rubare negli...

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LUCCA. «Andiamo a lavorare». A fine giornata, quando il "lavoro" era finito, qualcuno si ritrovava la casa svaligiata. Nelle intercettazioni telefoniche quel modo di dire significava rubare negli appartamenti. Era il saluto, di primo mattino, dei dieci georgiani arrestati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Pisa dopo oltre sette mesi di indagini iniziate da una denuncia per ricettazione. L'accusa per tutti è di furto in abitazione aggravato in concorso: alcuni episodi sarebbero avvenuti anche a Lucca. In ballo c'è anche la contestazione dell'associazione a delinquere chiesta dagli investigatori alla Procura di Livorno che procede per competenza territoriale visto che il reato più grave, la ricettazione, si sarebbe consumato sul suolo labronico.

L’inchiesta che ha portato alla luce una serie di saccheggi elevata a sistema che aveva come sbocchi quello dei compro oro o della vendita tra i ricettatori di tablet, macchine fotografiche e pc. Gli arrestati, parecchi dei quali non in regola con le norme di soggiorno in Italia, cambiavano spesso domicilio tra Pisa, Orentano, Pontedera e Scandicci. Per ora i colpi addebitati ai dieci georgiani sono tredici. Un numero stimato per difetto, ma che ancora deve essere sviluppato con le indagini che non si fermano. La gang agiva tra Pisa, Pontedera, Livorno, Lucca, Empoli e Viareggio.

Da quello che è stato possibile ricostruire, la banda aveva ruoli intercambiabili finalizzati a un unico scopo: quello dei furti in appartamento. A batterie di tre, quattro persone dopo aver fatto un sopralluogo, mettevano in atto comportamenti da professionisti del furto capaci di creare difficoltà gli investigatori. Utilizzano tecniche di contropedinamento, "pali" fissi a fare la guardia mentre due persone si introducevano all'interno della casa individuata come obiettivo, spostamenti in treno ed in macchina, a volte anche in bicicletta, rubata magari per l'occasione. I carabinieri hanno scoperto perché i derubati non trovavano nemmeno la porta d'ingresso danneggiata. I ladri si erano costruiti delle chiavi artigianali che consentivano di aprire, con grande perizia, praticamente qualsiasi tipo di serratura. Come emerso in altre parti d'Italia, alcuni indagati o loro fiancheggiatori, avevano passaporti o documenti non georgiani ma di altre nazionalità (ucraini, lituani o greci) falsificati in maniera magistrale. (p.b.)

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