Sicurezza
Fanno footing sul fiume e i ladri rubano nelle auto
Sfondati finestrini e lunotti di 4 vetture tra Monte S. Quirico e Ponte a Moriano All’interno c’erano i portafogli con i soldi e i cellulari lasciati dai proprietari
LUCCA. Fare footing al mattino lungo il fiume è decisamente salutare al fisico, ma a volte risulta un autentico salasso. Specie se gli amanti del jogging decidono di avventurarsi nella zona che va da Monte S. Quirico a Ponte a Moriano a bordo delle loro vetture per poi indossare tute ginniche, magliette, pantaloncini, t-shirt e scarpette da tennis lasciando all’interno delle vetture portafogli, cellulari ed effetti personali. Risultato? Al ritorno dopo la passeggiata o la corsa mattutina il lunotto termico o uno dei finestrini della macchina è infranto e all’interno sono spariti i soldi, i telefonini, gli orologi, i braccialetti e tutti gli effetti personali lasciati incustoditi per un lasso di tempo spesso inferiore ai sessanta minuti. È quanto accaduto nel giro di 48 ore ad almeno quattro automobilisti - tutti lucchesi, almeno due di loro giovani professionisti - che hanno lasciato la vettura nella zona del parco fluviale vicino a Monte San Quirico o poco prima del territorio di Ponte a Moriano. Al mattino, in un orario compreso tra le 8 e le 11, non appena hanno lasciato berline, Suv e utilitarie incustodite i ladri sono entrati in azione. Forzati, probabilmente con una pietra aguzza o con un martello, il finestrino lato passeggero o il lunotto termico e spariti portafogli con all’interno soldi, carte di credito e documenti, telefonini, qualche orologio e persino scarpe e capi d’abbigliamento. Un bottino che complessivamente si aggira sui 2-3mila euro a cui vanno aggiunti i danni alle vetture con i proprietari costretti a rivolgersi al carrozziere di fiducia per le riparazioni necessarie. Le denunce sono state presentate ai carabinieri di Borgo Giannotti diretti dal maresciallo Carlo Zingale. I sospetti cadono su una banda di nomadi che agisce nella zona, ma al momenti in cui sono stati commessi i furti non c’erano testimoni che hanno visto persone sospetti aggirarsi tra le vetture in sosta.
Nel settembre 2013 la polizia sgominò una banda che ripuliva le auto in sosta nel parco fluviale - specie quelle di turisti provenienti da mezza Europa per ammirare le bellezze del centro storico e della periferia - sfondando il lunotto termico o forzando gli sportelli per impossessarsi di macchine fotografiche, videocamere, cellulari, occhiali da sole, soldi ma anche giacconi e capi di abbigliamento di marca lasciati all'interno delle vetture. Un'attività redditizia condotta da una famiglia di nomadi di etnia sinti.
(l.t.)
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