Il Tirreno

Lucca

ex DIRIGENTE DELLA FARMACIA COMUNALE DI CAPANNORI

Chiede l’ammissione ai lavori utili

A giudizio per violenza privata ottiene la sospensione del processo

2 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Un ex dirigente della farmacia comunale di Capannori accusato di violenza privata nei confronti di una giovane farmacista assunta a tempo determinato ha deciso di non avventurarsi nel processo. E nonostante avesse buone probabilità di venire assolto ha optato per la sospensione del procedimento penale di fronte al giudice monocratico Carlo Annarumma scegliendo la messa alla prova prevista nella nuova legge del decreto «svuota carceri» entrato in vigore nel dicembre 2013. In sostanza per i reati inferiori ai 4 anni di reclusione l’imputato può scegliere se affrontare il processo o decidere di svolgere lavori di pubblica utilità in un’associazione di volontariato o un’organizzazione Onlus in orario compatibile con la sua attività lavorativa. Presa la decisione il giudice sospende il processo e invia la richiesta di messa alla prova all’ufficio penale per l’esecuzione esterna del ministero della Giustizia che stabilisce il periodo di trattamento socio-educativo. A quel punto l’incartamento torna al giudice per l’okay al procedimento. Se l’imputato svolge lavori di pubblica utilità per le ore indicate dallo Uepe estingue il suo debito con la giustizia attraverso la prestazione. In quel modo le spese legali si riducono sensibilmente assieme ai costi della giustizia. Il dirigente della farmacia - 58 anni, residente nella Piana - nell’agosto 2012 durante un alterco con una collega sui turni di lavoro estivo avrebbe chiuso la stessa all’interno della struttura. La difesa dell’imputato contestava però la ricostruzione della donna sostenendo che la farmacista poteva uscire da una porta secondaria. (l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa