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Lucca

ordine del giorno in consiglio

Boccherini, ampio sì al passaggio sotto lo Stato

Boccherini, ampio sì al passaggio sotto lo Stato

LUCCA. La questione della statizzazione dell’Istituto Musicale Boccherini torna in consiglio comunale. Durante l’ultima seduta è stato approvato un ordine del giorno, presentato dalla consigliera...

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LUCCA. La questione della statizzazione dell’Istituto Musicale Boccherini torna in consiglio comunale. Durante l’ultima seduta è stato approvato un ordine del giorno, presentato dalla consigliera Giorgi, che impegna sindaco e giunta a promuovere iniziative che garantiscano lo sviluppo dell’Istituto avendo come finalità la completa statizzazione dello stesso. L’ordine del giorno invita anche il sindaco e giunta a promuovere una giornata di confronto e di approfondimento sulla tematica in questione. Ad aprire la discussione è stata la consigliera Enrica Picchi: «I consiglieri della commissione cultura – ha commentato – dalla quale l’ordine del giorno è passato condividono la mozione». Picchi ha dunque palesato un consenso ampio sulla tematica. Successivamente Lido Fava ha fatto notare come il Boccherini pesi sui bilanci del comune da un lato, e dall’altro come goda di una autonomia per altre questioni di gestione. «Il Comune - ha detto Fava – oggi paga tutto ma non conta nulla. A suo tempo restaurò Palazzo Lippi e la Chiesa del Suffragio con la promessa che la statizzazione sarebbe arrivata. Dobbiamo difendere un diritto acquisito da trent’anni».

Luca Leone ha poi rimarcato l’urgenza di un incontro, nello specifico la giornata di confronto, presumibilmente in autunno nella nostra città, dei direttori dei 21 istituti musicali pareggiati d’Italia per discutere a tutto campo la questione. Il fatto che la questione statizzazione non possa essere discussa solo nelle mura cittadine è stato ribadito anche da Angelini. «Sono certamente d’accordo – ha detto il consigliere – sul fatto che il Boccherini debba essere statizzato. Ritengo però l’ordine del giorno insufficiente perché credo che la questione vada considerata in un respiro più ampio». Per queste ragioni Angelini non ha partecipato alla votazione.

Federico Favali

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