Finanza
Bientinese, stop agli autovelox
Un provvedimento del prefetto di Pisa limita l’utilizzo delle postazioni fisse
ALTOPASCIO. Il terrore degli automobilisti sulla Bientinese sta per terminare, almeno per il momento. Un decreto a firma del prefetto di Pisa, Francesco Tagliente, andato in pensione il primo luglio, ridisegna la geografia delle strade sulle quali possono essere effettuati controlli della velocità con contestazione differita. Si mette così un grosso freno alle temute “macchinette” considerate dagli automobilisti un modo per assicurare agli enti locali entrate abbastanza facili. Alla fine di un lungo percorso è stato stabilito che le uniche strade su cui possono restare attivi gli autobox per il controllo elettronico della velocità sono la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e l’Aurelia, oltre alla Tosco Romagnola nel tratto abitato di La Rotta, dove si verificano numerosi incidenti, e un tratto di viale D’Annunzio tra Pisa e il litorale di Marina di Pisa.
Tutte le altre postazioni fisse, a partire dal primo luglio, giorno in cui è entrato in vigore il decreto sono già state spente. Due tra tante, appunto, quelle lungo la provinciale Bientinese, tra Bientina e Altopascio, che sono state al centro di centinaia di ricorsi da parte degli automobilisti multati che hanno rimpinguato le magre casse della Provincia di Pisa. Dopo un lunghissimo lavoro di studio della viabilità provinciale, fatto di numerose riunioni dell’osservatorio provinciale sulla sicurezza stradale, in sinergia con le forze di polizia che operano sul territorio, sono state individuate le strade su cui è possibile utilizzare o installare dispositivi tecnici per il controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme comportamentali che si riferiscono alla velocità e senza obbligo di contestazione immediata al trasgressore. Tutto questo in attuazione alla direttiva Maroni del 2009, che era stata emanata per garantire un’azione coordinata di prevenzione e di controllo all’eccesso di velocità sulle strade.
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