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Lucca

Denunciato lo scippatore del centro storico

Denunciato lo scippatore del centro storico

Nello scorso week end aveva scippato turiste russe e norvegesi a bordo dio uno scooter che è stato ritrovato dagli agenti che hanno recuperato anche parte della refurtiva

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LUCCA. In meno di 72 ore la polizia ha smascherato l’autore di cinque scippi avvenuti in centro storico ai danni di giovani turiste e di badanti romene. Nei guai è finito uno scippatore seriale lucchese di 47 anni – già arrestato due anni fa – che, al momento, è stato denunciato a piede libero con l’accusa di furto con strappo, furto aggravato della Vespa 50 utilizzata per commettere gli scippi e di simulazione di reato. Il malvivente, decisamente tutt’altro che un genio, dopo aver perduto un marsupio utilizzato durante i colpi, si è recato in questura per denunciare il furto del contenitore che nel frattempo era stato già recuperato dalla polizia assieme alla motoretta rubata che era stata poi abbandonata in centro storico.

Nello scorso week end lo scippatore travisato con un casco e occhiali da sole aveva derubato a bordo dello scooter il 13 luglio in Corso Garibaldi una donna romena di 37 anni e successivamente una connazionale di 44 anni in via dei Bacchettoni. Nel giorno successivo invece vittime dello scippatore seriale erano state una turista ucraina di 43 anni scippata a Porta Elisa e due russe, residenti a Forte dei Marmi, rispettivamente di 37 e 61 anni derubate a Porta San Jacopo. Ad incastrarlo, oltre alle telecamere dislocate in centro storico, anche un ex scippatore di 18 anni che assieme alla madre stava andando da un legale per un processo scaturito dal suo arresto.

L’ex scippatore redento ha fornito elementi preziosi che hanno consentito alla squadra Mobile di arrivare alla cattura del malfattore. Interrogato in questura il quarantasettenne con precedenti specifici ha ammesso di essere autore degli ultimi cinque scippi. Ai poliziotti ha fatto ritrovare lo scooter – già riconsegnato al proprietario, uno studente lucchese di 23 anni – e parte della refurtiva che era stata occultata lungo gli argini del fiume. Gli atti saranno inviati al pubblico ministero Lucia Rugani nelle prossime ore affinché chieda al gip l’emissione di una misura cautelare restrittiva (carcere o domiciliari).

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