Finanza
Un ostello al servizio della Mediavalle
La proposta di Sandro Censi (Scout): «Realizziamolo vicino a una delle stazioni ferroviarie»
BAGNI DI LUCCA. Quanti in estate vedono passare gruppi di ciclisti con zaini e bagagli agganciati alle proprie biciclette? E quanti notano appassionati di trekking e camminate che transitano dalla Media Valle per seguire antichi percorsi e vecchi sentieri? Tantissimi. Peccato che questi avventurosi turisti spesso attraversino il territorio senza fermarsi a dormire o si trattengano in zona giusto il minimo indispensabile.
Ad una soluzione per incentivarli a sostare sembra però aver pensato Sandro Censi, promotore della locale sezione Scout che, forte dell’esperienza maturata nel gruppo Cngei Borgo a Mozzano, ha deciso di lanciare ai Comuni o anche a possibili privati interessati un’idea piuttosto innovativa: quella di aprire un ostello.
«Negli ultimi anni – spiega Censi –, oltre a centinaia di scout arrivati qui per fare rafting o visitare la linea gotica, in Media Valle sono transitati tanti escursionisti. L’ostello potrebbe essere un punto d’appoggio per tutti: andrebbe incontro al turismo naturalistico, attirerebbe quei viaggiatori che cercano un soggiorno spartano e a basso costo, spingerebbe coloro che percorrono la Francigena a passare da qua e darebbe lavoro a tanti ragazzi sia durante le fasi di allestimento degli alloggi sia nella gestione dell’attività. Gli stessi Scout potrebbero impegnarsi in prima persona, sia durante i lavori sia dopo l’apertura del ricovero. Si potrebbe addirittura pensare di collocare lì anche un’ulteriore loro sede visto che il numero dei ragazzi e dei bambini legati al Cngei è cresciuto esponenzialmente e le stanze già a disposizione a Fornoli e Chifenti non bastano più».
L’ostello, prosegue Censi, «non entrerebbe minimamente in concorrenza con le attuali strutture ricettive rappresentate da hotel, B&B, agriturismi perché, inutile dirlo, l’utenza a cui si rivolge è totalmente diversa. I locali, i ristoranti, i bar potrebbero inoltre convenzionarsi con il ricovero e offrire agli ospiti menù e prodotti a prezzi calibrati. Sono convinto che l’apertura di un ostello aprirebbe nuove possibilità al territorio. Basti pensare all’ostello Santa Monaca di Firenze: fu allestito durante l’alluvione per dare alloggio a chi andava a prestare aiuto ed oggi è diventato una realtà importantissima».
Sul piatto diverse possibili locazioni: «La mia proposta è diretta ai Comuni di Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Coreglia o anche ad un privato. Di fatto serve uno stabile, meglio se in prossimità di una stazione ferroviaria. Fornoli, Diecimo, Ghivizzano, Borgo Capoluogo sarebbero aree perfette. Trovato l’edificio potremmo dar vita ad una cooperativa giovanile per provvedere ai lavori. Io lancio l’idea – conclude Censi – , vediamo che succede».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google