Il dolore
«Sicurezza, parlatene con i figli»
La lettera della madre di uno dei ragazzi coinvolti nell’incidente del Piaggione
LUCCA. Un appello appassionato, ai genitori e ai figli, perché imparino il senso della vita e della sicurezza stradale. È quello che arriva da Gloria Ardito, madre di Giacomo, uno dei ragazzi che, la notte fra sabato 5 e domenica 6 luglio si sono trovati coinvolti nel tragico incidente del Piaggione.
«Quando ci nasce un figlio - scrive la signora Ardito - facciamo tanti sogni: sogniamo una vita felice, tanti amici, divertimento, amori, un lavoro, anche se oggi è un problema, ma non importa la mamma desidera sempre il meglio per il proprio figlio- Io sono la mamma di un ragazzo di 21 anni, un bravo ragazzo, tranquillo: non fuma, non ama la discoteca, non beve, ogni tanto una birra, ma raramente. Ha una passione: i motori e le moto. Quando ci chiese la moto ci prese una gran paura, che fare? Distruggere un sogno oppure accontentarlo perché hai fiducia in lui, in fin dei conti lo abbiamo sempre educato al valore della vita, la sua e quella degli altri. La moto non gli serve per correre, ma la sensazione del vento, il rombo del motore, il dolce ondeggiare nelle curve, questo è il bello della moto! La strada è pericolosa, mio figlio mi dice sempre: “Mamma, io non ho paura di me, ma degli altri che sono sulla strada”.
«Sabato 5 luglio - ricostruisce la signora - erano una ventina di ragazzi su 15 moto, erano felici, avevano organizzato un'uscita notturna partendo alle 18 da Pisa verso l'Abetone. Hanno cenato alla Festa della Birra, ma, loro, non hanno toccato alcool, dovevano tornare a casa e dovevano essere sobri, loro. Dopo mezzanotte la decisione di rientrare, tutti in fila, distanza di sicurezza, un tranquillo rientro a casa. Francesca manda un sms alla mamma: “Tutto ok, stiamo rientrando”. Dopo poco il maledetto incidente, la maledetta Panda guidata da un ragazzo come loro, ma ubriaco (lui non ha pensato che doveva rimanere sobrio, come avevano fatto i “motociclisti”, spesso additati come “disgraziati” su quelle moto) che falcia il gruppo. Prima Emiliano con Alice, poi, saltando una moto, Elena. Ora gli altri ragazzi sono disperati , hanno perso un'amica, Alice, un amico sta lottando per la vita, ma quale vita sarà nel suo destino? E Elena col bacino fratturato, costole e zigomo, operata. Lei non conosce ancora il destino dei suoi amici, I ragazzi superstiti sono sconvolti, pieni di se e di ma. Se fossero venuti via 5 minuti prima come hanno fatto altri due, se non si fossero fermati a fate le foto al Ponte del Diavolo , se non avessero organizzato quell'uscita...
«Adesso - conclude Gloria - penso a quella mamma col figlio alla guida della Panda: certamente soffrirà quanto noi, forse più di noi. Mi domando quanti genitori riescano ad educare i figli a guidare sulle strade, a fargli capire che chi beve sapendo di dover guidare è un potenziale assassino. I ragazzi ci ascoltano poco, è vero, ma la discussione in famiglia dalle stragi del sabato sera può essere importante, soprattutto su iniziata con l'adolescenza. Mi auguro che il sacrificio di Alice, la sofferenza della sua famiglia, il dolore della famiglia di Emiliano, e di Elena, sia di spunto a tutti i genitori per ritrovare il colloquio con i propri figli».
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