Il Tirreno

Lucca

Il bosco come market dell’eroina

di Luca Tronchetti
Il bosco come market dell’eroina

Grazie a telecamere nascoste sgominata una gang che utilizzava anche minorenni per lo spaccio

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LUCCA. Un market immerso nel verde senza pagare tasse sugli immobili e sul commercio e in grado di rendere migliaia di euro senza correre troppi rischi. Una gang composta in prevalenza da tunisini aveva escogitato un piano diabolico. I malviventi usavano inizialmente (ma poi, sospettando di essere individuati, cambiavano luogo) un’area boschiva alle spalle del cimitero di Castiglioncello di Nozzano dove nascondevano la sostanza stupefacente: in prevalenza eroina, ma anche hashish e marijuana. Quando le auto con i clienti si avvicinavano i malviventi entravano nel bosco e da tronchi d’albero tagliati o da cavità ricavate in mezzo alla vegetazione e che erano diventati gli scaffali della merce da vendere prelevano il quantitativo di droga pesandolo con un’apposita bilancina elettronica ben nascosta tra le frasche. Un sistema collaudato alla perfezione, con tanto di minorenni extracomunitari affiancati ai reali venditori di morte, pronti ad addossarsi tutte le responsabilità dello spaccio in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine. Un modo per evitare al «collega anziano» una condanna penale e - vista la legislazione apposita per i minorenni - ottenere al tribunale per i minori di Firenze condanne miti.

Telecamere decisive. C’è voluto più di un anno ai militari del nucleo operativo della Compagnia, diretti dal capitano Lorenzo Angioni, per arrivare a individuare l’organizzazione diretta da Salah Talbi, 36 anni, tunisino, arrestato nel giugno scorso e ancora detenuto, che assieme ad altri due parenti - Nejib Talbi, 34 anni e Mohamed Talbi di 41 - è ritenuto dagli investigatori una sorta di «monopolista» dell’eroina in Lucchesia.Sono state necessarie 20 telecamere sistemate nei punti strategici del bosco di Castiglioncello e degli altri ettari boschivi della zona al confine con la provincia di Pisa. Luoghi impervi, ma da cui si controllano tutte le vie di accesso e che consentivano una facile via di fuga e veloci collegamenti o spostamenti fra Lucca, Pisa e la Versilia. Grazie all’occhio magico delle microcamere i carabinieri hanno verificato i movimenti degli spacciatori e portato prove sufficienti affinchè il sostituto procuratore Salvatore Giannino chieda il rinvio a giudizio per gli 8 indagati.

Gli arresti. L’11 luglio di un anno fa al casello autostradaledell'A11 a Montecatini erano infatti finiti in manette Nejib Talbi, 34enne tunisino, e un sedicenne trovati con 105 grammi di eroina. Al processo il minorenne si era assunto la responsabilità dello spaccio, consentendo così, per l'accusa, la scarcerazione del maggiorenne, dopo il ricorso al Riesame. Il 12 giugno di un anno fa a San Donato era stato Kalid Meksawi, 38enne di origini marocchine. In flagranza con 45 grammi di eroina. Il 19 giugno 2013, sulla via Sarzanese a Ponte San Pietro, a finire in manette Roberto Chelini, 44 anni, trovato con 10 grammi di eroina. Il 26 giugno 2013 Ben Larbi Rezgui Kaies, tunisino 38enne, bloccato alla stazione ferroviaria di Lucca con 15 grammi di eroina all'interno dell'intestino. Il 13 agosto manette a Nozzano per Mohamed Talbi, tunisino di 41 anni, e un diciassettenne. Avevano con loro 20 grammi di droga. In tutto sono stati sequestrati in un anno oltre 2 etti di eroina. I clienti? Oltre 150 tra studenti, imprenditori, operai e impiegati con una media di 20 clienti al giorno (15 segnalati alla Prefettura come assuntori abituali). Il 20% di loro sono donne.

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