Il Tirreno

Lucca

Affitti, la cedolare secca scende al 10%

di Luca Cinotti
Affitti, la cedolare secca scende al 10%

Lo sconto per i contratti a canone concordato e riguarda tutti i comuni della provincia colpiti da calamità naturali

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Lo sconto c’è, ma in pochi lo sanno: chi dà in affitto un’abitazione a canone concordato può optare per la cedolare secca al 10% (anziché al 15%). Lo sconto vale per tutti i comuni della Provincia di Lucca: il “decreto casa”, infatti, lo ha esteso ai territori che, nel corso degli ultimi cinque anni, sono stati colpiti da calamità che hanno portato alla dichiarazione di stato di emergenza. E, fra terremoti e alluvioni ripetute, la nostra provincia è una delle più interessate.

Come funziona. La cedolare secca è un’opzione data al contribuente per pagare un’imposta fissa sui guadagni da affitto. Che, altrimenti, andrebbero sommati all’imponibile complessivo, “rischiando” così lo scatto dell’aliquota successiva della tassa sul reddito. Normalmente, la cedolare secco è al 21%. Ma è prevista una riduzione al 15% per le case date a canone concordato nei Comuni con carenze di disponibilità abitative (le grandi città e i capoluoghi di provincia) e quelli dichiarati dal Cipe “ad alta tensione abitativa”: nella nostra zona, oltre a Lucca, c’è solo Capannori. Dal 2014, e fino al 2017, era già stata decisa la riduzione ulteriore dell’aliquota, per questi comuni, al 10%. La novità - passata un po’ “sotto traccia” - è però che la platea è stata estesa a tutte le amministrazioni colpite da gravi calamità naturali nel corso degli ultimi cinque anni.

Terremoti e alluvioni. Come anticipato, la provincia di Lucca rientra pienamente in questa categoria. Basterebbero gli eventi alluvionali di inizio febbraio scorso, per i quali dopo la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo, la Regione ha deciso l’inserimento di tutti i comuni della Provincia, ad eccezione di Altopascio. Il territorio del Tau, però, rientra nella lista di quelli colpiti dall’alluvione del 2012. In realtà, degli eventi degli ultimi cinque anni, solo quello dell’ultimo febbraio vede ancora aperto lo stato di emergenza. Ma la legge nulla dice su questo punto: e così anche Altopascio, pur avendo visto chiuso il suo procedimento, ha diritto allo “sconto”.

Percorso a ostacoli. Fin qui le buone notizie. Per ottenere la riduzione, però, ci sono alcuni “ostacoli” da superare. Che non si legano tanto all’agevolazione in sé, quanto al tipo di contratto, a “canone concordato”. Questo, infatti, è legato alla vigenza di un “accordo territoriale” fra le associazioni degli inquilini e quelle dei proprietari di case: si tratta, in sostanza, di un protocollo che, per ogni comune, stabilisce per fasce omogenee di territorio le “forbici” di oscillazione del canone. Il problema, però, è che questo accordo non è stato stipulato in tutti i Comuni. E, spesso, manca proprio nei territori più piccoli che, magari, sono anche quelli più colpiti dalle calamità naturali. In questo caso fa testo un “vecchio” decreto del 2004 che consente comunque di stipulare un contratto a canone concordato anche in assenza di accordo territoriale: l’escamotage (in realtà assai fumoso) è quello di fare riferimento al “comune demograficamente omogeneo di minore distanza territoriale, anche situato in altra regione”. Cioè, si deve fare una sorta di “caccia all’accordo” per trovare quello più vicino e più simile alla propria realtà.

Ma qui si incontra un altro problema, ancora più di fondo. Anche dove i contratti ci sono, spesso non vengono aggiornati da anni. A Lucca, ad esempio, l’ultimo aggiornamento risulta essere del 2005, quasi dieci anni or sono. Questi ritardi fanno sì che i canoni praticabili non vengano considerati appetibili da parte dei proprietari che molto spesso si rifiutano di affittare a prezzo concordato. E, in questo caso, non è certo lo sconto sulla cedolare secca che può far cambiare loro idea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web