Sicurezza
Sotterranei, il recupero resta al palo
I progetti sono pronti, ci sono i finanziamenti e l’ok della Soprintendenza: da sciogliere il nodo su chi dovrà gestirli
LUCCA. I progetti ci sono, i finanziamenti pure. Quello che manca, per ridare vita ai sotterranei di tre baluardi delle Mura, è la definizione di chi debba condurre l’intervento. Le opzioni sul tavolo sono due: o direttamente il Comune (proprietario del monumento) oppure la Fondazione Cassa di Risparmio, sulla falsariga di quanto avvenuto per le opere di questi ultimi mesi.
Di certo c’è che l’obiettivo è a portata di mano e rappresenterebbe, per la città, la riscoperta di un patrimonio che attualmente è solo in minima parte visitabile. I progetti riguardano, in particolare, il baluardo San Paolino (cioè quello della casermetta che ospita il Ciscu), quello Santa Croce (in fondo a via San Giorgio) e quello Santa Maria (dove si trova il Caffè delle Mura). Per tutti e tre le idee sono già state trasformate in progetti, ad opera della Fondazione Cassa di Risparmio: «Abbiamo presentato, per conto del Comune, questi progetti alla Soprintendenza - spiega Franco Mungai, direttore tecnico della Fondazione - che ha dato il via libera». Il passo successivo è stato quello di portare gli elaborati in Regione, a caccia di un finanziamento. E i soldi sono arrivati: due milioni e mezzo di euro. Più che sufficienti, spiega ancora Mungai, per realizzare i tre interventi in programma: ognuno, infatti, è previsto avere un costo di 600-700mila euro. Sarebbe, quindi, possibile anche tenere qualcosa da parte per impiegarlo su altri lavori lungo la Cerchia.
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