Lutto
Mura, mirabili i lavori «Ma ora vanno promossi»
Consenso di lucchesi e turisti per gli interventi sui complessi del monumento resi possibili dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca
LUCCA. Tornano a disposizione della città i complessi delle Mura restaurati grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio, mentre proseguono le opere di recupero della casermetta San Pietro davanti al Villaggio del Fanciullo, che dovrebbe essere pronta a fine anno.
I lavori, insieme ai nuovi progetti, sono stati illustrati dal responsabile tecnico della fondazione Franco Mungai, il quale ha ricordato che fino al momento dell’utilizzo definitivo, la casa del Boia resterà aperta al pubblico il sabato e la domenica. E di visitatori ieri ce ne sono stati proprio tanti. Molti lucchesi, ma anche tanti turisti italiani e stranieri, come un gruppo di romani arrivati apposta a Lucca per ammirare «questo capolavoro d’ingegneria che deve inorgoglire i lucchesi». Thomas e Julie sono in vacanza in Toscana e si sono precipitati a Lucca da Siena dopo aver saputo via internet dell’evento, al quale non volevano mancare per portare in Scozia le immagini di uno dei luoghi più straordinari che hanno potuto visitare. «Chapeau al signor Lattanzi per aver preso a cuore le bellezze della nostra città dimenticate dal tempo e dall’incuria e averle riportate agli antichi splendori» aggiunge Annalisa Natalini, mentre per Giampiero Martini l’opera deve essere ora promossa nel mondo. Soddisfatta anche Nadia Tardelli che suggerisce di inserire la visita all’edificio nei percorsi turistici della città, mentre Giancarlo Andreoni, pur apprezzando l’idea del museo della Francigena, auspica che alcuni spazi possano essere utilizzati per eventi culturali dedicati ai giovani. «Un microcosmo nel quale si respira la storia di Lucca», dichiara l’archeologo Giulio Ciampoltrini, auspicando che le pennellature che verranno apposte successivamente permettano di raccontare anche la storia delle Mura. Un monumento per costruire il quale è stato necessario un massiccio impiego di manodopera e competenze. Per un costo stimato circa un milione di ducati d’oro dell’epoca, quando un ducato corrispondeva a circa 300 euro attuali e, facendo un raffronto con la moneta corrente di oggi, si sarebbero spesi ben 540 miliardi di euro. Una cifra pari dunque a 2 milioni di euro l’anno. Dati citati dal sindaco Alessandro Tambellini nel suo intervento, mentre il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, ha ricordato gli impegni di enti, Fondazione e Regione Toscana per il recupero della città e del territorio.
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