Il Tirreno

Lucca

Nuovi farmaci per curare l’epatite C

di Fabrizio Tonelli
Nuovi farmaci per curare l’epatite C

Saranno disponibili tra pochi mesi anche nel reparto di Malattie infettive, la terapia sarà risolutiva in oltre il 90% dei casi

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LUCCA. Nuovi farmaci per la cura dell'epatite C. Saranno disponibili nei prossimi mesi anche all'ospedale San Luca, nel reparto di Malattie infettive ed epatologia diretto dal dottor Sauro Luchi. Si tratta di una novità destinata a rivoluzionare le cure per i malati di epatite C, dato che la percentuale di guarigione dovrebbe oscillare fra il 90 e il 100%, con ridottissimi effetti collaterali. Una terapia di tre mesi potrebbe quindi cambiare la vita ai malati.

«Si tratta di medicinali - spiega il dottor Luchi - che agiscono in più punti del ciclo replicativo del virus, senza importanti effetti collaterali, e che possono essere utilizzati in tutti i tipi di virus di epatite. Viste le percentuali di guarigione, si può affermare che si tratta di una svolta epocale per il trattamento dell'epatite C».

Attualmente il reparto di Malattie infettive segue circa 2000 malati di epatite, di questi circa 1500 hanno il tipo C, che nel 70% dei casi ha una evoluzione limitata, mentre per il 30% ha forme aggressive che possono portare all'insufficienza epatica e al tumore del fegato. I malati con genotipo 1, quello più diffuso e difficile da curare, oggi vengono trattati con farmaci che hanno pesanti effetti collaterali, con percentuali di guarigione intorno al 70%. Farmaci e pazienti che proprio per questo motivo devono essere gestiti da medici esperti, come quelli di Malattie infettive, che nel 2013 è stato riconosciuto Centro di riferimento regionale per il trattamento dell'ospedale C, insieme a altri presidi toscani.

«L'epatite C è una malattia silente - spiega il dottor Luchi - quando si avvertono i sintomi, è già in uno stato avanzato. La si scopre attraverso esami ematici, l’ecografia del fegato. Noi utilizziamo anche uno strumento che consente di fare l'elastografia dell'organo, che valuta l'elasticità del fegato. Con questa macchina possiamo fare un monitoraggio annuale dei pazienti con epatite C».

I malati epatici sono quelli che hanno fatto registrare il più alto numero di ricoveri in Malattie infettive nel corso del 2013, 105, contro i 70 di malati con patologie respiratorie, i 55 con infezioni generalizzati e i 39 con gastroenteriti.

Complessivamente i ricoveri sono stati 654, rispetto a oltre 7mila prestazioni ambulatoriali, nelle quali sono comprese 1400 consulenze per interni. Al San Luca, Malattie infettive ha mantenuto una sua autonomia, ha un proprio reparto, non è confluito nell'area medica. Questo perché va garantita la possibilità di isolamento di determinati pazienti. A tutela della stessi malati, immunodepressi, che vanno protetti da possibili infezioni che possono contrarre; e a tutela della comunità, che non va esposta a rischi infezioni.

«Il reparto - chiarisce il primario - è l'unico in tutto l'ospedale che, attraverso la commutazione delle pressioni nella camera, garantisce entrambi i tipi di isolamento».

I posti letto sono diminuiti. Al Campo di Marte erano 18, al San Luca sono 12, con 6 camere singole e tre con due letti. E così se prima il tasso di occupazione dei posti letto era di circa l'80%, oggi siamo al 100%, con alcuni malati sistemati anche nei letti dell'area medica, dato che sono poche le condizioni, e quindi i degenti, per i quali è necessario l'isolamento.

Con il dottor Luchi operano 6 medici e 18 infermieri che si alternano fra il San Luca e il Campo di Marte, dove continua ad andare avanti un'attività ambulatoriale con numeri consistenti. Quattro gli ambulatori: per pazienti epatopatici, quello ecografico, quello tisiologico e quello infettivologico, con i malati di Hiv, circa 400, con una quindicina di nuovi casi emersi del 2013.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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