Il dolore
Il rombo dei motori saluta Alessandro
Commozione a Monte S. Quirico per l’ultimo saluto al fabbro-centauro morto dopo essere finito contro un palo della luce
LUCCA. Tante, tantissime persone presenti nella chiesa di Monte San Quirico per dare l'ultimo saluto ad Alessandro Spinelli, il motociclista di 34 anni morto all'ospedale Cisanello a seguito dell'incidente avuto nella notte tra sabato e domenica quando si era schiantato con la sua moto Ducati contro un palo della luce lungo via Cammeo, tra Navacchio e Zambra. Inutile la corsa all'ospedale, inutili le lunghe ore di agonia e coma: le sue condizioni erano apparse fin da subito disperate e la sua lotta per la vita si è arrestata tragicamente nella mattinata di lunedì.
Una morte assurda, difficile da accettare, che lascia un grande vuoto in tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo: Morena, la compagna di una vita, gli amici motociclisti, con i quali condivideva la sua fatale passione, i compaesani di Monte San Quirico che lo hanno visto crescere e lo apprezzavano per il suo lavoro di fabbro, che continuava a svolgere nella frazione nonostante abitasse ormai da tempo a Calci.
Tutti presenti, dal primo all'ultimo, incuranti del tempo minaccioso e della pioggerella che a tratti ha spruzzato il piazzale, dove tutti quelli che non hanno trovato posto nella chiesa hanno atteso l'uscita del feretro per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.
Dentro, durante la funzione, non vola una mosca: un solo, attonito silenzio unisce tutti i presenti, mentre il parroco celebra la funzione ricordando, insieme ad Alessandro, le altre morti che in questo weekend nero hanno insanguinato le strade: «In questo secolo, in cui abbiamo la fortuna di non avere conflitti armati, siamo costretti a subire una guerra silenziosa, che macina le proprie vittime settimana dopo settimana scegliendole spesso, come i conflitti del secolo scorso, tra i giovani, giovanissimi».
E proprio ai giovani, in questa giornata di lutto, ha voluto pensare la famiglia di Alessandro, decidendo di concerto con la parrocchia di devolvere tutte le offerte ricevute durante il funerale alla associazione onlus Tiamo di Viareggio, che si impegna nella assistenza di bambini affetti da malattie rare.
La funzione è breve, nessuno tra gli amici e i familiari riesce a trovare delle parole da aggiungere a quelle del parroco per esprimere lo sconcerto, l'incredulità di una vita spezzata nel fiore degli anni.
Solo i compagni centauri, che hanno seguito il feretro fin dall'obitorio a bordo delle proprie motociclette, hanno voluto salutare Alessandro alla loro maniera, accogliendolo all'uscita della chiesa col rombo dei motori.
La comune passione.
Andrea Giorgi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
