Italia
Code e sportelli chiusi: il biglietto è un’odissea
In stazione in tanti perdono il treno a causa del tempo trascorso in fila Disagio soprattutto per gli anziani o per chi non può utilizzare i self service
LUCCA. «Ho accompagnato il mio amico in stazione a Lucca perché doveva partire per Viareggio alle 13,30. Per comprare il biglietto, siamo rimasti in coda mezz0ora di fronte all'unico sportello aperto, ma nonostante il ritardo del treno, abbiamo finito per perderlo». A raccontarlo è Eranda Perera, mentre aspetta arrabbiato l’arrivo della corsa successiva. «Dovremo attendere qui un’altra ora – prosegue – il prossimo passerà alle 14,30 e, poiché compirà un tragitto più lungo prima di portarci a destinazione, siamo stati costretti a pagare anche un supplemento di quattro euro. Fortunatamente, ci hanno già fornito i moduli per il rimborso della tratta mancata».
È un coro di polemiche quello che arriva dai numerosi utenti che, ogni giorno, si trovano a dover fare i conti con le lunghe file di persone davanti al desk dove acquistare il ticket. Soprattutto verso l’ora di pranzo, quando il flusso di chi usufruisce del servizio, si fa più consistente, infatti, secondo quanto raccontano gli abitudinari, il disagio aumenta, tanto che c’è chi, per il timore di non riuscire a prendere il mezzo in orario, preferisce rischiare e salire senza il biglietto. «È vero, le macchinette sono funzionanti e in parte riescono a ridurre il problema – afferma Lisa Tincani – in diversi, soprattutto gli stranieri, optano per il fai da te. Questo aiuta a smaltire le code, a velocizzare il sistema, a diminuire la ressa. Io però sono anziana, a me la tecnologia appare ostica, troppo elaborata, anche quella che per i giovani risulta la più semplice e intuitiva. Per quanto mi riguarda, preferisco rapportarmi con un uomo in carne ed ossa, non con un sistema di tasti e passaggi che, il più delle volte, mi fa perdere ancora più tempo».
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