Finanza
Rubano in casa di un giudice: arrestati
Bloccati dalla polizia e ora in carcere due stranieri che avevano fatto il colpo a San Concordio
LUCCA. Tentano di rubare nell’appartamento di un giudice del tribunale civile, ma vengono arrestati dalla polizia. Ora sono in carcere, in attesa del processo.In San Giorgio due stranieri: Georgiy Emtsov, 24 anni, ucraino, inottemperante al decreto di espulsionee Radomir Darida, 32 anni, della Repubblica Ceca, già noto alle forze dell'ordine e colpito da un ordine di allontanamento con intimazione a lasciare il territorio nazionale.
Accade in viale S. Concordio, intorno alle 14,30. Avvisati della presenza di ladri, gli agenti di una Volante vedono due individui che corrono verso viale Europa.
Durante la fuga uno dei due getta nel giardino di un condominio una borsa, poi recuperata dai poliziotti, con dentro grimaldelli, chiavi alterate e scalpelli da legno, oltre ad un paio di guanti. I due vengono bloccati: dicono di non conoscersi, ma dal controllo al terminale della questura risulta che erano stati fermati altre volte insieme, a Milano e a Pisa. I due, riconosciuti dalle vittime, vengono arrestati.
Un secondo equipaggio della Volante, con la Scientifica, effettua il sopralluogo nell’appartamento del giudice, constatando che la porta di ingresso non era stata forzata, ma aperta con una chiave alterata. All'interno tutto a soqquadro e gli oggetti di valore rubati (anche una pelliccia di visone) erano stati assemblati dentro due trolley di proprietà dei derubati, abbandonati sul pianerottolo perché i ladri si erano visti scoperti.Nel palazzo vi sono due appartamenti di proprietà del giudice e di suo padre. Verso le 14 Darid aveva bussato alla porta dell'appartamento del padre chiedendo dove fosse l’ufficio di un avvocato. Una scusa, per verificare se in casa ci fosse qualcuno.
Qualche minuto dopo il figlio (il giudice quindi), che si trovava all'interno dell'appartamento del padre, nota che il telefono cordless era spento e poiché l’apparecchio si disattiva quando la base che si trova nel suo appartamento viene privata di corrente elettrica, insospettito, entra nel suo alloggio constatando che era stato "visitato". Perciò chiama immediatamente il 113, notando dalla finestra i due che si allontanano in fretta e furia. L'arresto dei due è stato convalidato in tribunale dal giudice. Il giudice ha inoltre sottoposto gli stranieri a custodia cautelare in carcere e gli atti per il giudizio saranno trasmessi al tribunale di Genova competente a giudicare poiché la parte offesa nel procedimento è un giudice del Tribunale di Lucca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google