La manifestazione
Più credito e bollette meno care
Gli industriali chiedono al palazzo politiche che non riducano la competitività delle nostre aziende
LUCCA. Miglioramento delle condizioni di accesso al credito e abbassamento del costo della bolletta energetica. Sono questi i due temi principali presentati dalla presidente di Confindustria Lucca, Cristina Galeotti, alla prima assemblea unitaria degli Industriali. Temi trasversali tra i comparti e tra i territori, che quindi ricalcano in pieno lo spirito di questa nuova aggregazione che partirà prima di tutto sul piano dei servizi offerti alle aziende per poi arrivare alla fusione completa entro la fine del 2016. «In questo modo ci siamo allontanati dall’idea di area vasta – spiega Galeotti – con Lucca inserita in un sistema con Livorno, Pisa e Massa Carrara. Abbiamo voluto dare importanza all’omogeneità per esigenze e per dimensioni delle aziende e sicuramente continueremo a collaborare in maniera stretta con tutte le altre associazioni, come abbiamo fatto finora con Livorno per quanto riguarda la nautica, e lo stesso con Massa Carrara per il lapideo». Proprio il marmo è uno dei temi più caldi in questo periodo, con la fresca approvazione del piano paesaggistico in consiglio regionale che rischia di mettere dei paletti importanti all’attività estrattiva sulle Apuane e in Versilia: «Assieme alla Confindustria di Massa e a tutte le altre associazioni di categoria abbiamo presentato alcune richieste che sono state accolte solo in parte – spiega –. Restano ancora aperte questioni di fondo e nodi da sciogliere per considerare superate le preoccupazioni originate da una normativa paesaggistica difficile da comprendere, in un’ottica di sviluppo e crescita qualitativa dell’intera filiera». Alle terme del Tettuccio ci sono molti rappresentanti del mondo politico lucchese, dall’assessore allo sviluppo economico Giovanni Lemucchi, ai sindaci di Porcari e Altopascio, Alberto Baccini e Maurizio Marchetti. E parla anche a loro Cristina Galeotti quando dice che la manifattura deve essere il motore del sistema e che solo l’industria può consentire di tornare a produrre più benessere. «E’ ancora difficile comprendere cosa si stia realmente facendo per aiutare la competitività delle nostre imprese manifatturiere – prosegue – in provincia di Lucca abbiamo alcuni distretti storici come la carta, la nautica e il marmo che rappresentano vere e proprie filiere produttive che costituiscono un sistema di imprese di successo che hanno saputo riposizionarsi sui mercati a dispetto dell’ambiente ostile e della latitanza delle politiche pubbliche. Le nostre imprese si trovano a dover contrastare provvedimenti che ne riducono la competitività, come sta avvenendo in questi giorni per il settore della carta per quanto riguarda il costo della bolletta energetica». Infine chiude con un riferimento alla nautica: «E’ vero che c’è stato un ridimensionamento in questo settore, inevitabile per la crisi, ma a penalizzare l’intero comparto sono stati anche gli sciagurati provvedimenti fiscali adottati dal Governo Monti. Vogliamo un barlume di politica industriale che sia capace di aiutare le imprese a cambiare, innovare, crescere e allargare il proprio mercato».
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