Il Tirreno

Lucca

Piazza Grande, addio ai platani secolari

di Luca Cinotti
Piazza Grande, addio ai platani secolari

Oltre la metà sono malati, martedì pericolo di crolli sulle tribune del Summer. L’Opera presenterà un piano per sostituirli

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LUCCA. Per migliaia di lucchesi sono stati compagni silenziosi e fedeli, presenze in grado di regalare un po’ d’ombra anche nelle giornate più calde. Ma ora i 38 platani di piazza Napoleone, che disegnano una skyline immortalata da centinaia di turisti ogni giorno, sembrano avere i giorni contati: sono vecchi, e malati. E per questo, nei prossimi mesi, è probabile si arrivi a un piano di ampio respiro per sostituirli in blocco. Che la situazione sia a rischio lo ha dimostrato quanto accaduto martedì mattina. Il forte vento spirato per ore sulla città, infatti, ha reso pericolanti le chiome di un paio delle grandi piante che si trovano proprio alle spalle della tribuna del Summer Festival. Al punto che, con un accordo fra Opera delle Mura (che ha la competenza sugli alberi), organizzazione del Summer e prefettura, si è deciso di far intervenire una piattaforma per sfoltire le chiome dai rami che potevano risultare più pericolosi. Precauzione dovuta, anche a seguito dell’ondata emotiva per la tragedia delle Cascine a Firenze, dove un ramo ha ucciso una bambina insieme a sua nonna.

 Ma quanto accaduto ieri non è che un sintomo di un problema che va avanti da anni. «Noi queste piante le abbiamo monitorate una per uno - spiega l’agronomo Francesco Lunardini, consigliere di amministrazione dell’Opera delle Mura -. Complessivamente la situazione è negativa: un 50% degli alberi non ce la fa più». E difficilmente potrebbe essere altrimenti, visto che si tratta di piante che, probabilmente, hanno più di 150 anni.

Lunardini usa la metafora di una bilancia particolare, con tre piatti, per raffigurare la situazione: «Innanzitutto bisogna considerare la tutela della salute delle persone. Dall’altra parte c’è il valore ambientale, innegabile, della città. Ma, in terzo luogo, dico che anche gli alberi hanno una dignità che va rispettata: non si possono vedere piante ridotte a “totem”, senza più nemmeno un ramo».

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