Sicurezza
I sindaci a Rossi: mancano i soldi per le alluvioni
Durissima lettera di Saisi e Bonini al governatore per i fondi promessi «Siamo sotto di milioni di euro, saremo costretti a contrarre dei mutui»
GALLICANO. Dalla Valle, dai sindaci in prima linea, si alza un urlo di rabbia e orgoglio nei confronti del governatore regionale Enrico Rossi. Motivo del contendere, i fondi non ancora stornati per le somme urgenze anticipate dopo le alluvioni di qualche mese fa, fra la fine del 2013 e l’inizio del 2014.
A farsi portavoce della protesta, attraverso Facebook e il gruppo “Gallicano news” sono stati David Saisi, primo cittadino di Gallicano e attualmente presidente ad interim dell’Unione Comuni Garfagnana e Marco Bonini, sindaco di Barga, per l’Unione Media Valle.
Saisi, prendendo spunto dalla situazione del suo Comune, ha coinvolto i presidenti degli altri enti montani per far sentire la propria voce: «I comuni interessati dall'alluvione dell'ottobre 2013 e febbraio 2014 hanno effettuato lavori in somma urgenza per diversi milioni di euro – si legge nella nota -. Il presidente della Regione Rossi aveva invitato i Sindaci a intervenire garantendo che là dove non fossero stati sufficienti i fondi statali sarebbe intervenuta la Regione Toscana. Solo per il Comune di Gallicano i fondi necessari per coprire gli investimenti non coperti dai fondi statali sono circa 1 milione di euro, ma la Regione Toscana non ha al momento rispettato l'impegno».
I disagi sono sotto gli occhi di tutti: «Ci sono imprese che hanno fatto lavori e devono avere questi soldi. E se non arrivano i soldi promessi da Rossi, il Comune di Gallicano entro fine anno dovrà contrarre un mutuo di 1 milione di euro».
Da qui al passare alle vie di fatto, il passo è breve: «Per questo io, in qualità di presidente dell'Unione dei Comuni della Garfagnana congiuntamente con i presidenti delle unioni Mediavalle e alta Versilia abbiamo inviato una lettera al Presidente Rossi per invitarlo a rispettare gli impegni presi e non mettere in ginocchio i comuni interessati dalle alluvioni».
La collaborazione tra enti che rappresentano 23 comuni montani, con tutte le specificità, potrebbe sbloccare lo stallo delle trattative. Anche perché tra terremoti e alluvioni, le emergenze non sono mancate e, purtroppo, non mancheranno. Vediamo come andrà a finire.
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