Sicurezza
Vandali colpiscono il “pugno” installato davanti alla stazione
Rovinata la scultura di Cartasia. Il curatore Galligani: «Colpa anche del clima che si è creato» E al patron del Summer Festival: «Niente polemiche, lo invito anzi a collaborare con noi»
LUCCA. Si sono sfogati con calci e pugni, e forse anche con un martello: un raid in piena regola contro la scultura di carta piazzata sugli spalti di fronte alla stazione in occasione della kermesse di Cartasia. Non un fatto isolato, visto che anche altre statue fra quelle installate nelle piazze e sulle Mura sono state danneggiate.
Un escalation che Emiliano Galligani, direttore del comitato organizzatore di Cartasia, lega anche alle polemiche di queste settimane proprio sulla presenza delle sculture: «Mi è parso che si sia creato intorno alla manifestazione che ho l'onore di curare un clima spiacevole, ed alcune delle stesse sculture sono state vandalizzate. In particolare, il “famigerato” pugno di fronte alla stazione, la cui ispirazione è tratta dal gesto che Jesse Owens oppose a Hitler, e non ha quindi una matrice "rossa", è stato oggetto di atti vandalici, che credo siano in parte l'ovvia risposta ad una campagna stampa che ha messo sullo stesso piano due eventi culturali che offrono alla città, a mio parere senza collidere, un’offerta culturale complementare. Cartasia è una manifestazione che da dieci anni offre alla città arte nelle piazze grazie al supporto delle istituzioni cittadine, Comune e Fondazione Cassa di Risparmio in testa, della Regione Toscana, al supporto dei Ministeri della Cultura e dell'Ambiente, delle aziende cartarie del territorio. L'arte che promuoviamo invitando a Lucca artisti ad esprimersi dai quattro angoli del globo, invadendo (per un mese ogni due anni) le piazze cittadine, è naturalmente opinabile, la sua estetica può incontrare o meno il favore del singolo, e questo fa parte del naturale gusto personale di ciascuno: si è liberi di non amare Picasso o una canzone di Stevie Wonder. Allo stesso tempo l'arte è incolpevole, ed ho trovato quindi spiacevole che le sculture siano state prese a calci e bastonate».
Galligani torna sulle polemiche legate anche al caso delle scritte del Summer: «Non sono interessato a entrare nella polemica. Tantomeno con il patron del Festival Mimmo d'Alessandro che invito anzi ad una collaborazione con la Biennale di arte contemporanea Cartasia, nei modi e nei tempi che preferisce. So unicamente che l'iter seguito dall'organizzazione che presiedo è stato rispettoso dei vari passaggi con Soprintendenza delle belle arti e Comune. Abbiamo cercato sempre la collaborazione di tutti per un motivo principe: Cartasia porta il nome di Lucca, della sua eccellenza produttiva, in tutto il mondo. È - oltre a una Biennale di arte contemporanea unica al mondo - uno strumento di marketing territoriale eccezionale, riconosciuto e riconoscibile, che difende la nostra storia, identità e futuro. E le polemiche, forse, andrebbero messe da parte, in favore di uno sforzo comune e collettivo, che promuova anzichè denigrare».
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