La manifestazione
È morto il centauro finito contro un palo
Alessandro Spinelli è spirato dopo una notte di agonia
LUCCA. Una notte di agonia e poi la resa. Ieri mattina il cuore di Alessandro Spinelli si è fermato: troppo gravi per il motociclista 34enne lucchese domiciliato a Calci le lesioni interne riportate fra sabato e domenica nello schianto contro un palo della luce sulla strada fra Navacchio e Zambra, nel cascinese .
Un urto violentissimo, che ha spezzato la moto, riducendola a un rottame. Un miracolo ha salvato il centauro che ai primi soccorritori è apparso subito in gravissime condizioni. Prima di arrivare nella zona abitata, il motociclista non è riuscito più a controllare la guida ed è volato ad oltre venti metri di distanza dal punto in cui la moto ha urtato il blocco di cemento. Nella carambola Spinelli è finito nel fosso che fiancheggia la strada.
Spinelli aveva perso conoscenza e aveva fratture esposte alle gambe, conseguenza della caduta. Ma soprattutto erano le lesioni interne a preoccupare i medici di Cisanello che si sono prodigati per scongiurare un decesso che è stato solo rimandato. Il 34enne è stato soccorso e rianimato lungo la strada nel tentativo disperato di evitare il peggio. In stato di coma è stato trasportato all'ospedale di Cisanello dove poi è stato ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Navacchio e di San Giovanni alla Vena per i rilievi e per la viabilità.
L'incidente è accaduto lungo una strada che negli ultimi tempi è stata al centro di molte polemiche proprio per i requisiti che riguardano la sicurezza e per la velocità con cui alcuni veicoli la percorrono.
Originario di Lucca, Spinelli conviveva da tempo a Calci con Morena Bandoni, anche lei lucchese, infermiera all’ospedale di Cisanello. Ma il suo lavoro di fabbro, il centauro continuava a svolgerlo alle porte di Lucca, nel quartiere di San Concordio, in via del Grotteto dove era conosciuto e apprezzato.
Il corpo di Spinelli è stato portato all’istituto di medicina legale. Il sostituto procuratore di turno, Giovanni Porpora non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia per chiarire eventuali responsabilità nel decesso. Spinelli ha fatto tutto da solo e non ci sarebbero eventuali fattori esterni come possibili cause dell’incidente.
Pietro Barghigiani
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