Sicurezza
Tutti dieci, ma non chiamateli secchioni
Non ancora diciassettenni, sono il vanto del Vallisneri. «Stiamo attenti e poi studiamo non più di due-tre ore al giorno»
LUCCA. Alla parola “secchioni”, ridono. «Non chiamateci così, non passiamo intere giornate sui libri. Facciamo molto di più». Proprio non si ritrovano in questa etichetta Gabriele Casella e Alberto Dinelli, non ancora diciassettenni, iscritti al liceo scientifico Vallisneri e promossi a giugno con la media, rispettivamente, del 10 e del 9,75. Due studenti modello, di quelli che amano collaborare con i compagni, aiutarsi l’un l’altro, di quelli a cui studiare piace molto, ma anche uscire, divertirsi e fare sport.
«Pratico nuoto tre volte a settimana e recito in una compagnia teatrale» racconta infatti Gabriele che, con l’amico, sfrutta parte del tempo libero anche per ottenere riconoscimenti in lingua inglese, in vista di una possibile esperienza all'estero. Mentre il primo immagina l’Erasmus, il secondo prende in considerazione anche l’idea di frequentare un’università straniera. «La cosa mi attira – dichiara Alberto – in fondo non so quanti sbocchi possa avere in Italia la scienza pura». Amici per la pelle, dentro e fuori scuola, non escludono però nemmeno la possibilità di ritrovarsi seduti fianco a fianco alla facoltà di ingegneria. Oltre al destino che, durante il primo anno di liceo, li ha fatti incontrare, infatti li legano insieme passioni, interessi e tanta determinazione. «Ci sproniamo a vicenda – afferma Alberto, ritenendosi fortunato per aver incontrato un compagno così –. In qualsiasi ambito, quando uno di noi ha bisogno, l’altro è pronto ad intervenire. Ci aiutiamo molto, sciogliendoci reciprocamente i dubbi o chiarendoci le perplessità». Ragazzi come tanti, con le insicurezze dell’età, i sogni, i primi progetti per il futuro, con l’amore per la chitarra e per il rock alternativo che, Alberto, confessa di ascoltare anche mentre fa i suoi compiti. Giovani promesse con uno sguardo aperto sul mondo, alla cultura cinematografica, senza dimenticare le serie tv, seguite rigorosamente in inglese per interiorizzare la lingua. Imparare, del resto, sembra non stancarli mai. «Qual è il segreto per avere tutti dieci in pagella? Sicuramente stare attenti durante le spiegazioni, sapersi organizzare, non perdere la voglia di fare» sostiene Gabriele Casella che, tutto sommato, ammette di essersi aspettato un risultato del genere. «Anche durante l’anno, i voti erano quelli. Più o meno avevo già l’idea di quale sarebbe stato l’esito finale, ma è stata comunque una bella soddisfazione, sia per me che per i miei genitori». Nonostante i risultati siano il frutto del loro lavoro, del loro impegno e del loro sudore, non dimenticano comunque i professori, a cui attribuiscono parte del merito. «Ci hanno offerto molte possibilità, molti stimoli, ci hanno spinti ad iscriverci a numerosi progetti». Fra tutti, le Olimpiadi della matematica, a cui i due hanno partecipato nei mesi scorsi, aiutando la squadra a qualificarsi per le finali nazionali. «All'ultimo abbiamo dovuto lasciare il posto ai compagni del quinto anno – spiegano – in fondo, noi siamo soltanto al terzo e ci mancano ancora due anni di programma, ma già pensiamo di segnarci nuovamente alla prossima competizione». Non solo traguardi, ma veri e propri trampolini di lancio, per loro, esperienze di crescita, di arricchimento personale e professionale. «Quando ci propongono una gara o qualcosa dove metterci in gioco, noi ci proviamo – dichiara Gabriele – Senza pretese. Poi quello che sarà, sarà». Non sembrano aver paura di rischiare, né di lottare per raggiungere i propri obiettivi, di cui parlano con la naturalezza e la spontaneità di chi non si sente il primo fra tanti. «Studio in media circa due o tre ore al giorno, non di più – confessa nonostante la sua pagella da record –. Prendendo appunti e dedicando la giusta attenzione alle materie, non è così difficile come si crede». Parlando con loro, l’eccellenza, sembra a portata di mano. Non si sentono diversi, non pensano di avere una marcia in più. «Un interessante spunto di riflessione, uno stimolo importante per proseguire su questa strada, è dato dall'ambiente che ci circonda – spiega Alberto –. Lo spirito di confronto e di collaborazione che contraddistingue la nostra classe. Siamo uniti, legati e questo significa tanto». Squadra che vince, non si cambia, nemmeno quando si tratta di uscire la sera o di pianificare una vacanza. Adesso, dopo i successi ottenuti, con grande soddisfazione di tutti, vogliono solo pensare a godersi la bella stagione e, per questo, già stanno progettando un soggiorno in campeggio all'isola d’Elba. Settembre sembra per il momento lontano e di libri scolastici sotto l’ombrellone, non vogliono nemmeno sentirne parlare. «Ci meritiamo un po’ di relax – dicono – in fondo, dopo un risultato del genere, l’estate sembra partita con il piede giusto».
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