Sicurezza
E ora tutti in fila per il Ghines dell’Aperibiscaro alla L’ucchese
DI PIERIN LUCCHESE Esso la quale ci siamo levati le nostre belle soddisfazioni eque e solitarie di Città Darte, Storia , Ballocciori & Buccellati d’ ave’ battuto il recorde mondialistico datosi...
DI PIERIN LUCCHESE
Esso la quale ci siamo levati le nostre belle soddisfazioni eque e solitarie di Città Darte, Storia , Ballocciori & Buccellati d’ ave’ battuto il recorde mondialistico datosi che sè messo ‘n fila ‘un so ma’ quanta gente sulle Mura tutti a sedere uno accanto a quell’altro a spettare che ni portassin cena e, aspetta te che aspetto io, sé fatta una certòra e le genti cascavin giù svenuti dalle mura per via della fame e dicevino che forse era meglio andacci già cenati, il tutto questo per la misera cifra di 20 eurini, figuriamosi: nemmeno a sta’ senza ; la quale mani e festazione che è entrata nell’alecghines dei primati (come dice Brasilina, nota gentirdonna di Guamo) si chiamava “E’ arrivato un altro frate brodo lungo e seguitate” organizzata dalla Sociazione “Io a’ mi’ cani ni do PAL” specialistica nella nutrizione di bestie domestiche, can busdroghi, gatti tignosi e pisani senza collare e co -ordinata dalla rinomata ditta L’ USLE di Lucca, tenutaria della Trattoria di San Luca (il cielo ci conduca laddove si manduca) dello monimo spedale turistico a chilometro zero ( o anche meno) dalle parti di San Filippo (bel pòsto ma non lo so se ci starei). Perunque che se né parlato anche sui giornali e allòra sé pensato di battere un antro recorde che sarebbe quello dell’ “AperiBiscaro alla L’Ucchese” il più lungo der mondo la quale sarebbe una gara di prende’ la peritivo co la gente tutti ritti in piedi in fila, un dietro a quell’altro, in cima alla Aquedotto del Nottolini (famoso geometra di Lammari che faceva lanfi teatri) però ammodino e senza spinge’ alle volte ‘un si sa mai una disgrazia, che comunque e perunque pigiati bene ce ne sta più che in Piazza Grande al Sàme Fèstiva: da beve’ ci sarà un vasto sortimento d’acqua bagnata idrogeologico ambientalistica, da cui il nome Aquedotto, un po’ allungata bensì che non al colica (che se si fa quando piove si rispiarma anco su quella) e ci saranno anche li snàcche di mangiari tipici la quale dal sotto intervenisse la Compagnia dei Balestroggi (che sarebbin i Balestrieri rimodernati) tutti schierati nei suoi bei costumi multi e colori i quali tireranno i piselli co le cerbottane e le ulive snocciolate co le filombre, da prenderli al volo a bocca aperta, nonché pancotto a paioline da muratore, offerto dalla Gesaam, importante ditta del Gasse che dice è meglio fa’ l’ osponsor cul turale invece d’abbassa’ le bollette, e lanciato coll’acatapulta una ogni cento metri, olio e sale a parte che va portato da casa perché no rientra ner baggette. Il biglietto sarà di soli euri cinque peruno ma però per monta’ le gente fino in cima bisognerà rimette’ in funzione il tapirulàn di quando tiravin su i cotani dar fiume, mentre che invece a scende’ è un volo, basta buttassi di sotto tanto giù è tutta erba. Il Centro Studi Merende di Lunata e Shangai ha lanciato le vento nei midia col nome di “Il Pancotto all’Aquedotto” di cui ci si aspettano grandi ritorni di pubbrico anche in bicicletta ma per lo più in circolare. Passin bassi alle solite. Cisi.
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