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cronaca

Palmeri denunciato per minacce a una vittima

La questura lo accusa per le frasi dette al cameriere che già aveva picchiato l’anno scorso all’”Ottavo Nano”


05 luglio 2014


LUCCA. L’ultima grana è recente: un mese fa era stato denunciato dalla polizia per aver minacciato una delle sue vittime. È questa la nuova tegola caduta sulla testa di Andrea Palmeri, 34 anni, l’ex leader dei Bulldog scomparso ai primi del mese di giugno dall’Italia. Forse è in un paese dell’Est Europa, come sembra di intuire dalle foto che nei giorni scorsi aveva postato sulla propria bacheca Facebook. Adesso viene ricercato, anche se potrà finire in manette solo se rimetterà piede in Italia.

L’ultima accusa. Alla lunga lista di guai con la giustizia, Palmeri aggiunge adesso la denuncia presentata contro di lui in Procura dalla squadra mobile della questura. L’accusa è di aver minacciato, dentro un locale pubblico cittadino, il coetaneo Stefano Benassi, esponente della sinistra picchiato la sera dell’8 marzo 2013 davanti al pub “L’ottavo nano”. Per quella vicenda Palmeri è stato condannato a 3 anni e dieci mesi di reclusione con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena. Si tratta della sentenza in primo grado, non è un pronunciamento passato in giudicato. Benassi aveva riportato gravi lesioni all’occhio sinistro ed era stato sottoposto a un intervento di chirurgia maxillo facciale. I due protagonisti dell’episodio si erano ritrovati faccia a faccia una sera di aprile. Si erano incontrati per caso in un pub e Palmeri - stando alla versione della polizia - aveva minacciato di passare a vie di fatto. E non soltanto con le mani. C’era stata la denuncia in questura ed erano scattate le indagini che avevano coinvolto diversi clienti del locale, chiamati a far luce su quanto avvenuto.

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Andrea Palmeri (a sinistra) armato di kalashnikov nella foto postata su Facebook. Accanto a lui un bimbo col fucile

Cosa rischia. Palmeri da almeno un mese è via dall’Italia. Il passaporto non gli era stato ritirato, ma essendo sottoposto all’obbligo di sorveglianza - per la vicenda del pugno a Benassi e che sarebbe dovuto scadere nel novembre 2015 - non poteva allontanarsi dai confini del comune di Lucca senza aver ottenuto l’autorizzazione. I suoi movimenti erano stati limitati. Aveva tra l’altro l’obbligo di rincasare entro le 21 e di non uscire dalla propria abitazione fino alle 8 del mattino successivo. Nel momento in cui Palmeri dovesse varcare il confine e rientrare in Italia, scatteranno le disposizioni previste dal decreto legislativo 159 del 2011 che all’articolo 75 prevede l’arresto da 3 mesi a un anno.

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