Il Tirreno

Lucca

AVEVA DETTO

«Non sentirete più parlare di me come cattivo ragazzo»

LUCCA. «Mi dispiace, mi dispiace enormemente per quello che ho fatto. E mi vergogno per come ho agito. Lo giuro, non ricordo niente della serata all'Ottavo Nano e del pugno in faccia a Stefano...

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LUCCA. «Mi dispiace, mi dispiace enormemente per quello che ho fatto. E mi vergogno per come ho agito. Lo giuro, non ricordo niente della serata all'Ottavo Nano e del pugno in faccia a Stefano Benassi. Chiedo scusa e prometto: d'ora in poi mi curerò seriamente e terrò le mani a posto. Non sentirete più parlare di me come un cattivo ragazzo».

Parlava così l’anno scorso Andrea Palmeri, dopo l'aggressione immotivata a Stefano Benassi, suo coetaneo picchiato davanti all’”Ottavo nano” e operato per le gravi lesioni riportate al volto e all'occhio sinistro.

Al Tirreno, Palmeri aveva ammesso di non ricordare più nulla di quella notte. «Ho un blackout totale. Non so quel che ho fatto. Mi sono svegliato nel letto di casa mia come se niente fosse. Poi alcuni amici mi hanno chiesto cosa avessi combinato la notte precedente e sono caduto dalle nuvole. Non ero lucido venerdì (la sera dell’aggressionhe ndr). Stavo male e avevo preso dei farmaci, poi però ho bevuto e quel mix mi ha fatto perdere la lucidità».

Si pente del suo passato, avevamo chiesto a Palmeri? «Non lo rimpiango. Anche se ho commesso sbagli. Alcuni non li farei più».

L’esponente dell’estrema destra lucchese era stato assolto in appello per la vicenda della bandiera della Bulgaria bruciata nel 2008. Una magra consolazione per lui «Non escludo di andare in galera. Anzi, lo ritengo quasi certo». E così era accaduto. Ora però è all’estero.

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