La protesta
Alce, ancora nulla di fatto per il destino degli operai
Tutto rimandato a giovedì con la partecipazione di Andrea Battaglia I sindacati chiedono all’azienda «un piano industriale alternativo per il sito»
BAGNI DI LUCCA. Si dilatano ancora i tempi per la definizione del futuro dei dipendenti di Alce dopo l’ultimo incontro avvenuto presso l’Associazioni Industriali di Lucca e a cui hanno preso parte Marco Scaltritti (per la cooperativa Terra uomini ambiente), Maurizio Varraud e le organizzazioni sindacali di categoria Fistel Cisl e Slc Cgil.
Tutto è rimandato infatti ad una prossima riunione già in calendario per giovedì 17 luglio a cui è stato invitato a partecipare anche Andrea Battaglia, leader del gruppo Silvateam di cui Alce fa parte.
Una situazione, però, che non può far dormire sonni tranquilli ai 70 operai circa che ancora dipendono da Alce. Lavoratori per i quali, a ottobre dello scorso anno, erano stati ottenuti due anni di cassa integrazione straordinaria, con la formula dell’“uno più uno”: il primo anno è l’azienda ad anticipare le retribuzioni garantendo ogni mese il saldo delle busta paga; il secondo anno invece tutto sarà vincolato alla ricollocazione di almeno venti lavoratori a cui la ditta dovrà necessariamente provvedere.
Le associazioni sindacali, meravigliate per l’esito della vicenda dopo lo stop al progetto dell’impianto a biomasse, hanno chiesto all’azienda «l'elaborazione di un piano industriale alternativo nel sito, che possa salvaguardare i livelli occupazionali».
Oltre all’interessamento della Provincia e all’attivazione di un tavolo di crisi per l’azienda, i sindacati hanno espresso il desiderio, inoltre, di convocare uno specifico incontro con Futuris affinché la società relazioni direttamente in merito alle motivazioni che hanno comportato la sua mancata partecipazione alle aste per l’assegnazione dei certificati verdi.
Chiara Lammari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google