Attenzione
«Un miliardo e mezzo di danni dall’elettrodotto»
I calcoli di uno studio commissionato dai Marcegaglia sul valore degli immobili Il più penalizzato è l’hotel villa Casanova: avrebbe un deprezzamento del 70%
LUCCA. La cifra è di quelle che fanno girare la testa e hanno bisogno di qualche secondo per essere afferrate appieno: un miliardo e 450 milioni di euro. Questo sarebbe il deprezzamento complessivo che subirebbero gli immobili che si trovano in un’area di mille metri intorno al nuovo tracciato dell’elettrodotto La Spezia-Acciaiolo che Terna vuole realizzare nell’Oltreserchio.
La cifra è contenuta in un documento a firma dell’architetto Elena Galletti e intitolato “Impatto sulle valenza sociali ed economiche”, realizzato per conto della famiglia Marcegaglia e allegato a una “maxiosservazione” presentata al ministero nell’ambito della procedura di impatto ambientale.
Lo studio prende in considerazione cinque tipi di beni immobiliari. Innanzitutto quelli fondiari - cioè i terreni - divisi in tre fasce a secondo della loro distanza dall’elettrodotto, con conseguente deprezzamento del valore (dal 35 al 70%, complessivamente circa un miliardo di euro). Ci sono poi i beni immobiliari “ordinari”, per il quale si prevede un deprezzamento del 60% (in valore assoluto, 24 milioni di euro). Ci sono, infine, i più interessanti, quelli che permettono una valutazione “puntuale” della situazione: i beni immobiliari particolari (agriturismi, alberghi, ville storiche.
In particolare sono due i nomi che colpiscono. Il primo è quello dell’Hotel Villa Casanova, che si trova a poche centinaia di metri dalla cava dove dovrebbe sorgere la stazione di trasformazione a Balbano. Un hotel a cinque stelle con suite di lusso e destinato soprattutto a clientela estera, al quale viene dato un valore di 20 milioni di euro. Secondo le valutazioni della ricerca, il deprezzamento sarà massimo, toccando il 70% e facendo così precipitare il valore dell’hotel a sei milioni di euro. «Le ricadute sull’attività - si legge nella relazione - sia a livello economico che occupazionale saranno ovvie e non contenute, con il rammarico di aver vanificato un cospicuo investimento e aggravato da una perdita di prestigio per l’intera zona».
Il secondo caso più importante preso in considerazione è quello di villa Paolina, la grande tenuta di proprietà dell’ex imprenditore delle vernici Giuliano Baldini, adagiata sulle colline di Compignano. Un complesso che al suo interno comprende anche la “Fattoria di Compignano”, nota per la qualità del suo olio. Anche in questo caso il valore di partenza viene cifrato in 20 milioni di euro. L’elettrodotto, spiega poi la relazione «sarà realizzato a una distanza di circa 850 metri dalla proprietà, ma per quota e andamento del tracciato esso sarà pienamente visibole almeno per un tratto di 10 km sia dall’edificio, dalla piscina che dal giardino all’italiana». In soldoni, un deprezzamento stimato del 50%, arrivando a quota 10 milioni.
Altri complessi che potrebbero subire svalutazioni significative (dal 40 al 60%, secondo i calcoli dello studio) si trovano sparse nella fetta di territorio fra Compignano, Balbano e Arliano. In totale, la voce degli immobili di prestigio vede un deprezzamento di oltre 34 milioni di euro. Raggiungendo così la cifra, iniziale, di un miliardo e 450 milioni di euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
