Il Tirreno

Lucca

Un consorzio lucchese per gestire il Carmine

di Barbara Antoni
Un consorzio lucchese per gestire il Carmine

Al progetto stanno lavorando le categorie di commercianti, artigiani, agricoltori della città

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LUCCA. Un consorzio che parla lucchese per gestire il complesso del Carmine. La proposta arriva dai rappresentanti delle associazioni di commercianti, artigiani e agricoltori ed è stata presentata all’ultimo confronto con l’amministrazione sul destino dell’antico mercato dopo il recupero. Gli operatori sono determinati ad andare avanti: il consorzio cittadino composto dalle categorie economiche si occuperebbe di riempire l’ex convento di attività (in primis il mercato di filiera corta nel chiostro) e iniziative di vario genere: culturali (musica, spettacoli, proiezioni) senza tralasciare la didattica, per alunni di ogni ordine e grado, anche inerente i percorsi di produzione, tracciabilità e consumo degli alimenti.

Una prospettiva moderna per riconsegnare al Carmine la sua originale vocazione ma anche un modo per scongiurare appetiti esterni sulla gestione dell’intero complesso, già manifestati e anche di recente - è cosa nota - da grandi gruppi del commercio e della ristorazione.

L’idea è nuova, allettante, ma ha tempi ristretti per tradursi in realtà. I tempi sono quelli del cronoprogramma presentato dall’amministrazione all’ultima riunione con le categorie, che indica fine ottobre come termine dei lavori di ripristino del tetto sul chiostro e fine febbraio 2015 come scadenza per la messa in sicurezza del primo piano, compresa la copertura del camminamento.

Entro settembre di quest’anno, invece, il Comune vuole dare il via alla gara per l’assegnazione dei fondi sul chiostro e al primo piano del Carmine, che sono tanti: ventotto, all’incirca, quelli al primo piano, di dimensioni oscillanti fra dieci e venticinque metri quadrati; venti i fondi che si affacciano sul chiostro di cui solo sei, ad oggi, occupati da altrettante attività.

L’idea, ancora, è di fare una prima inaugurazione, intanto dei lavori ultimati nel chiostro a dicembre, in una data fra la fine degli appuntamenti del Desco e il Natale: un primo segnale, spiegano gli operatori, per far sentire la presenza di nuovo vitale del Carmine.

Sempre secondo gli operatori, l’avvio del mercato di filiera corta dovrebbe scattare dai primi mesi del 2015, dopo l’ultimazione anche dei lavori al primo piano: iniziare il mercato con i ponteggi ancora allestiti, sostengono, avrebbe poco senso.

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