Sicurezza
Il caso Alce spacca i democratici
Il circolo di Bagni di Lucca contro il segretario Andreuccetti: «Ci aspettavamo più rispetto»
BAGNI DI LUCCA. Il fallimento del progetto per un impianto a biomasse nell’area dell’Alce fa esplodere una durissima polemica all’interno del Partito Democratico. Il tutto attraverso un comunicato del circolo di Bagni: «A seguito della mancata partecipazione alle aste della Biomasse del Serchio ci sono stati vari commenti sui giornali e sui social network. Siamo stati colpiti da quello del neosindaco di Borgo a Mozzano. Patrizio Andreuccetti, come è stato sottolineato più volte nella recente campagna elettorale, è anche segretario provinciale del Pd e da lui, seppur contrario alla centrale a Biomasse, ci aspettavamo un po' di rispetto; il nostro circolo non si è mai intromesso nella gestione della sua campagna elettorale ma oggi ci suona alquanto insolito che affianchi il suo nome a quello del sindaco di Bagni di Lucca per prendersi il merito del fallimento del progetto Alce». Il Pd di Bagni ricorda che «i sindaci potevano solo esprimere un pensiero politico» e che «qualsiasi richiesta di Via era assurda in quanto c'era una sentenza passata in giudicato che ne sanciva l'inapplicabilità al caso Alce.
«Il vero dramma - prosegue il Pd - è che un progetto importante per la nostra valle che, oltre ai dipendenti diretti, avrebbe consentito di creare nuove imprese boschive e mantenere in vita tutte quelle che oggi stanno vivendo gravi difficoltà è andato in fumo; le conseguenze per i nostri boschi, destinati all'abbandono, saranno devastanti come già stiamo constatando con i continui fenomeni di dissesto idrogeologico. Speriamo vivamente che i nostri sindaci abbiano soluzioni».
Proprio sulla questione dei lavoratori si consuma un’altra rottura con Andreuccetti: «Siamo lontani da lui quando afferma che dovremo attivarci subito; era il caso che l'ex sindaco Francesco Poggi suo predecessore e il sindaco di Bagni di Lucca Massimo Betti, in qualità di fervidi oppositori, si fossero attivati da tempo. Vediamo se il sindaco Betti avrà una delle sue visioni profetiche per risolvere il problema occupazionale che investirà il nostro territorio. Purtroppo ne dubitiamo».
Il Partito democratico - ricorda il circolo - «ha sempre sostenuto a tutti i suoi livelli il progetto di riconversione industriale di Fornoli (250 posti di lavoro stimati fra diretti e indotto) e se il suo segretario Provinciale fosse stato contrario avrebbe quantomeno dovuto spingere per trovare da subito delle alternative concrete che purtroppo ad oggi nessuno ha presentato. Siamo sempre stati e saremo vicini ai lavoratori accusati ingiustamente con i sindacati da un comitato che, contrariamente a quanto esso sostiene, non ha dimostrato alcuna criticità sul progetto riuscendo solo a logorarlo. Proprio quest'ultima cosa deve portare un insegnamento anche a livello nazionale: un progetto come quello dell'Alce e qualsiasi altro progetto non possono avere un iter burocratico che a conti fatti ha visto una richiesta di autorizzazione presentata nel settembre 2009 e ben quattro ricorsi e relative sentenze che ne hanno sancito la validità solo a distanza di quattro anni».
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