La protesta
Eagles, i ragazzi di settanta anni protagonisti al Summer Festival
Tutto esaurito in piazza Napoleone per il concerto di apertura della rassegna apprezzata nel mondo Il pubblico si è lasciato trasportare dalle melodie del gruppo che fanno viaggiare la mente
LUCCA. La notte delle Aquile è lunga, tra magia ed incantesimi che ancora una volta si sono rinnovati ieri sera in piazza Napoleone, gremita da oltre 8mila fans (tra cui Zucchero) arrivati a Lucca per l'unica data italiana degli Eagles, mitico gruppo americano degli anni Settanta, che ha aperto l'edizione 2014 del Lucca Summer Festival. Una serata tra malinconia, emozioni e stupore, che inizia col brano How long. Nonostante il passare del tempo (la band viaggia verso i settant'anni) la leggenda e il fascino di questo gruppo icona della West Coast dopo oltre quarant'anni di carriera è ancora intatto, così come la freschezza e la suggestione delle loro canzoni. E il pubblico si è lasciato trasportare da questa atmosfera fatta di melodie che fanno viaggiare con la mente, da splendide ballate dal sapore country-rock, quello stile che la band della Los Angeles ha portato in vetta alle classifiche di tutto il mondo. In piazza molti ormai ex ragazzi del '68, magari con i capelli bianchi o grigi, ma ancora tanta voglia di sognare sulle note di I can’t tell you why e Doolin'-Dalton eseguite quasi subito da Don Henley (batteria e voce), Glenn Frey (chitarra, tastiere e voce), Joe Walsh (chitarre) e Timothy B. Schmit (basso e voce) e con Bernie Leadon al banjo. Ma ci sono anche i giovani che hanno ereditato la passione dai genitori e scoperto gli Eagles dopo la reunion degli anni Novanta, che ha interrotto un lungo isolamento e cambi di formazione. Frey ed Henley, tanto si è scritto sulla loro rivalità artistica, sorridono, ringraziano, salutano Lucca rievocando il concerto del 2001 che fu anche la loro prima volta in Italia. E basta ascoltare capolavori come Desperado e Take it easy (del 1972, un po' il loro manifesto) per capire come mai ancora oggi il mito degli Eagles non sia mai tramontato. Il pubblico non smette di applaudire e gli Eagles non si risparmiano. Scorrono I can’t tell you why, One of these nights, Lyin’ eyes, Rocky Mountain Way, scandite da suggestivi fondali allestiti sul nuovo palco. Fino alla “pepita” più belle di tutte, Hotel California. E' l'apoteosi quando il chitarrista Glenn Frey intona le prime di note di questa ballata cult (del '76), che ancora oggi è un classico. E così il primo concerto (e il primo “sold out) del Summer va in archivio. E dopo una pausa di quattro giorni lunedì sera si torna con lo show ad ingresso gratuito della Tedeschi Trucks Band e Robben Ford. Intanto cresce l'attesa per i Prodigy (il 10 luglio), la band britannica protagonista degli anni Novanta con una esplosiva musica elettronica (il big beat) che ha imperversato nei rave party prima di essere saccheggiata da cinema e videogiochi. La serata più alternativa del Summer, con un aumentato livello di sicurezza.
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