Sicurezza
Cinquecentenario tanti eventi scarsa promozione
Bilancio e ricetta dell’uscente Alda Fratello e di Biancalana «Migliorare la comunicazione, guardare ai turisti di qualità»
LUCCA. Trecentomila euro il budget, cinquanta gli eventi organizzati in un anno, diversi dei quali devono ancora avere luogo. Alla base un’idea, un filo conduttore: fare qualcosa che lasci un segno, che segni un inizio, che possa essere proiettato nel futuro, che incida sulla formazione delle nuove generazioni.
Nel giorno in cui l’assessore alla cultura Alda Fratello lascia il suo incarico e il suo ufficio all’Agorà insieme al direttore dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana traccia un bilancio di questi due terzi di annata dedicata al cinquecentenario delle Mura: un anniversario pietra miliare nella storia del maggiore monumento della città.
Soddisfazione? Sì, anche se si poteva fare di più, sempre si può fare di più e meglio, sottolineano entrambi. Ma se un rammarico vero c’è in questo lavoro grande e corale che ha portato all’organizzazione di eventi grandi e piccoli, impossibili senza il contributo economico della Fondazione Crl, quello è «la loro comunicazione, che è stata limitata per il valore degli eventi in sé».
Un dispiacere soprattutto per l’assessore uscente. Comunicazioni sugli eventi divulgati ai media locali, dai siti internet e le pagine Facebook di Comune e Opera delle Mura. Un tam tam che non è bastato però, che non è arrivato dove avrebbe avuto i numeri per arrivare. E che non ha raggiunto alcun tour operator: nessun addetto ai lavori del turismo è stato contattato per promuovere le manifestazioni. E i turisti stranieri, che hanno rappresentato il pubblico maggiore degli eventi del Cinquecentenario, vi hanno partecipato per interesse personale. Spiegano Alda Fratello e Biancalana che il riscontro di abitanti della zona a eventi e iniziative culturali è stato limitato se non assente. Mentre ha avuto buoni riscontri la presenza di turisti a concerti e mostre: una media di dieci visitatori al giorno per la mostra dei terrilogi in corso alla biblioteca di Stato, idem la mostra appena conclusa all’Archivio di Stato “Tenersi al vecchio più che si possa...”. La punta più alta è stata raggiunta dalle mostre della fondazione Fiorgen a Palazzo Guinigi: oltre 4mila firme sul libro degli ingressi. Per comunicare gli eventi un sogno c’è: l’attivazione di banner multimediali, come in molte città europee, sottolinea Biancalana.
«Per organizzare gli eventi del cinquecentenario - continua - siamo partiti dal piano culturale e poi abbiamo pensato alla ricaduta sull’economia locale. Lucca merita un turismo che rimane in città: dobbiamo offrire eventi di valore». Secondo Alda Fratello un valore aggiunto è la formazione degli studenti, la curiosità che va trasmessa loro. «La cultura a Lucca deve trapelare in modo diverso, deve essere di tutti. Il cinquecentenario è stato anche una grande occasione per riflettere», conclude.
E il grande evento che mancava nel calendario alla fine c’è stato: la cena da Guinness del 27 giugno, sottolineano entrambi.
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