Sicurezza
Allarme al San Francesco per i posti di riabilitazione
Le manovre di riorganizzazione previste dall’Asl potrebbero ridurre il servizio Nel corpo centrale del San Francesco gli spazi per gli studenti di infermieristica
BARGA. Se tutto va bene, si fa per dire, si rischia di perdere altri nove posti letto. Altrimenti, nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe arrivare a tredici. Il che, considerando gli annosi problemi di allocazione delle risorse umane, potrebbe significare un cambio di mansione per qualche dipendente.
Non sono buoni i segnali che giungono dall'ospedale "San Francesco" di Barga. E non si tratta di rumors, perché le grandi manovre, ancora a livello di "pour parler" sono state praticamente definite. Al centro di Riabilitazione, uno dei fiori all'occhiello del nosocomio barghigiano e di tutta la Valle del Serchio, sarebbero in bilico dai tre ai sette posti letto sui 21 attualmente utilizzati per i degenti provenienti da tutta la regione.
L'Asl, nell'àmbito di una riorganizzazione dei servizi, dopo un sopralluogo compiuto dai dirigenti, avrebbe manifestato l'intenzione di utilizzare solo due letti per camera, e non tre come ora. La motivazione risiede in ragioni di sicurezza e di "manovre" da compiere per il personale e gli stessi malati. Le camere utilizzate nel reparto sono sette, e altrettanti i pazienti che dovrebbero essere trasferiti altrove. Tuttavia, per ridurre i disagi, si starebbe pensando di recuperare due stanze ora usate come deposito ed archivio, in modo da ricavare quattro letti in più. Problemi non di poco conto, che preoccupano non poco gli addetti ai lavori.
Contemporaneamente, nel corpo centrale del "San Francesco", potrebbero prestissimo cominciare le grandi manovre per organizzare gli spazi da dedicare agli studenti di Scienze Infermieristiche frequentanti nel nosocomio barghigiani, che da tempo svolgono le loro attività didattiche in giro per i reparti. Una delle soluzioni pensate per liberare spazi per le aule e quindi evitare problemi, sarebbe quella di togliere ben sei posti letto dal reparto di Medicina Generale, ricavando dei locali per gli aspiranti infermieri, mettendo di fatto il blocco di Medicina ad un tasso di occupazione di circa il 65%.
Numeri piccoli, ma che fanno pensare al peggio, nonostante le rassicurazioni. Anche perché, guardando le evoluzioni dei servizi a sé stanti, in termini di organico, i problemi restano. Infatti, il centro di Ostetricia e neonatologia, nonostante il calo dei parti (ad oggi poco più di 170) ha in pianta stabile altre quattro nuove ostetriche, ma si rischia di avere la coperta corta in fatto di infermieri. A ciò, cambiando settore, si aggiunga l'enorme mole di lavoro a carico delle addette all'assistenza domiciliare integrata, i problemi negli ambulatori di ecodoppler e gastroenterologia, e la presenza a singhiozzo della psicologa dell'età evolutiva.
Nicola Bellanova
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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