Il dolore
Alce, i Comitati vanno all’attacco dei sindacati
BAGNI DI LUCCA. Tirano un sospiro di sollievo i membri del Comitato Ambiente e Salute dopo anni di battaglie contro la centrale a biomasse Alce che senza incentivi statali e l’appoggio della ditta...
BAGNI DI LUCCA. Tirano un sospiro di sollievo i membri del Comitato Ambiente e Salute dopo anni di battaglie contro la centrale a biomasse Alce che senza incentivi statali e l’appoggio della ditta Futuris probabilmente non sarà realizzata.
«Si è replicata la stessa situazione di un anno fa con la differenza che stavolta il fallimento del piano industriale dell’Alce parrebbe definitivo: le aste chiuse giovedì scorso sono le ultime previste e senza gli incentivi pubblici, il progetto a biomasse non è economicamente sostenibile». Dopo cinque anni, proseguono i membri del gruppo ambientalista, «finalmente tiriamo un primo sospiro di sollievo e tuttavia non possiamo dire di essere soddisfatti: sarebbe stato più giusto che alla fine della vicenda si fosse giunti grazie all’assunzione di responsabilità dei politici, degli Enti e delle Autorità istituzionali coinvolte, piuttosto che per il fallimento del piano industriale. Ricordiamo che l’autorizzazione è stata concessa in barba a tutte le criticità, relative sia al progetto che al contesto territoriale, emerse grazie alla tenacia dei cittadini. Rimane intollerabile che questo impianto sia stato autorizzato senza neppure una preventiva Valutazione di Impatto Ambientale e che, invece di tutelare gli interessi di tutta la cittadinanza, ci si sia appiattiti sulle posizioni di un’azienda privata che aveva ben altri interessi in gioco». Quello che è successo negli ultimi cinque anni, conclude il Comitato, «deve far riflettere seriamente anche sulle politiche sindacali. Non possiamo dimenticare che un piano industriale fallimentare sotto tutti i profili è stato sostenuto anche dai sindacati, ai quali addebitiamo la principale responsabilità di aver consentito che i lavoratori, contro il loro stesso interesse e contro quello dei loro concittadini, divenissero strumento di ricatto».
Chiara Lammari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google