Il Tirreno

Lucca

«Senza paga per colpa degli ispettori del lavoro»

«Senza paga per colpa degli ispettori del lavoro»

La comunicazione di una cooperativa ai dipendenti scatena un tumulto I sindacati: è gravissimo, hanno indicato i nomi dei presunti “colpevoli”

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CAPANNORI. «Non avete avuto il vostro stipendio? Chiedete i motivi agli ispettori della direzione del lavoro». Una comunicazione di questo tenore è arrivata nei giorni scorsi a decine di dipendenti della cooperativa “Pistone servizi” di Capannori. E ha scatenato un vero e proprio “tumulto” con oltre venti persone che si sono rivolte all’ufficio di via Gramsci per chiedere spiegazioni, cercando direttamente gli ispettori responsabili dei controlli. Momenti di tensione ma, per fortuna, nessun atto di violenza. Ma il fatto è arrivato anche sul tavolo della questura e - ovviamente - delle organizzazioni sindacali: ieri un comunicato firmato da Umberto Marchi (Filcams Cgil), Giovanni Bernicchi (Fisascat Cisl) e Simone Marsili (Uiltrasporti) ha fatto il punto della situazione.

«Nella comunicazione aziendale - spiegano i sindacati - si lega il mancato pagamento degli stipendi di maggio ai controlli effettuati dalla direzione territoriale del lavoro di Lucca». Controlli che sono partiti su segnalazioni specifiche sulla cooperativa, sia direttamente da parte di ex dipendenti, sia attraverso le organizzazioni sindacali.

Il punto più delicato, spiega però Umberto Marchi, è un altro: «Nel comunicato vengono esplicitamente forniti i nomi e i cognomi degli ispettori che si sono presentati all’azienda per i controlli. Tutto ciò è di estrema gravità per diverse motivazioni, ma anche perché la società evidenzia il fatto che le segnalazioni mosse da alcuni ex colleghi siano, dal punto di vista aziendale, false ancor prima della fine delle ispezioni stesse.

«Indicare con precisi riferimenti anagrafici i presunti responsabili del mancato pagamento degli stipendi - ricostruiscono ancora i sindacalisti - ha creato un clima di intimidazione che di fatto ha portato molti lavoratori arrabbiati ad assembrarsi presso la sede della Direzione del lavoro, con in mano copia della comunicazione aziendale chiedendo spiegazioni. Sarà la magistratura a verificare la legittimità di tale comportamento aziendale e se esistano gli estremi per aprire un’indagine: rimane comunque che la questura è stata allertata e che la stessa si è mossa immediatamente anche contattando le organizzazioni sindacali per capire cosa stava accadendo».

Scontata la solidarietà dei sindacati nei confronti dei dipendenti della direzione del lavoro: «L’ispettorato di Lucca è giustamente intento ogni giorno a far rispettare leggi e contratti di lavoro. La rabbia dei lavoratori per il ritardo nel pagamento degli stipendi deve essere indirizzata verso altri, oltre alle responsabilità da ricercare nel meccanismo degli appalti, regolati dal “libero mercato” dove a colpi di ribasso spesso si rischia di intaccare salario e diritti dei lavoratori. A tutela del personale non mancheremo di attivarci per la ricerca di soluzioni, passando anche dai committenti di questa società: i dipendenti vanno retribuiti, continuare a scaricare proprie responsabilità su terzi non giova. Le regole devono essere rispettare».

Nonostante ripetuti tentativi, i responsabili dell’azienda non hanno risposto alle nostre richieste di chiarimenti e di spiegazioni su quanto denunciato dal sindacato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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