Italia
LE MILLE E UNA TECNICA DEI SEGATORI DI TRONCHI
DI PIERIN LUCCHESE O allòra, toh d'altronde diamosi una regolata, e come dice Meone, noto grèbano di Lammari, dopo ave’ mangiato tre paioline di tordelli, di seondo e di contorno cosa cè? La quale la...
DI PIERIN LUCCHESE
O allòra, toh d'altronde diamosi una regolata, e come dice Meone, noto grèbano di Lammari, dopo ave’ mangiato tre paioline di tordelli, di seondo e di contorno cosa cè? La quale la filosofia filosofica della nuova democrazia pertecipata der Comune di Lucca e l’imitrofi popoli sarvatici imperocché essendoci da festeggiare parecchie festività celebrative della storia, della giografia e anco della gennastica, la ntenzione sarebbe quella di dinni al volgo volgare, gnorante e lezzo: PARTECIPATE alle niziative la quale più gente entra più beschie si vedano e prima si torna a casa, che tanto hai voglia a di’: Come uno sta bene a casa sua ‘un ce nè, ma davero. Perunque essa è stata organizzata grande, ma che dico grande, grandissima, ma che dico grandissima, proprio un casino di importante gareggiamento internazionale di nazioni con le squadre che concorrono a chi taglia più legna da’tronci de lalberi servendosi di teniche diversi-ficate segondo l’usanze de’ vari paesi di civiltà segaiola o accettistica nelle diverse specialità della sega ‘ndividuale di mancina (con accompagnamento musicale: finché la barca va, di Orietta Berti), del segone avanti e ndietro (alla Puccini, con duetto primo atto di Bohème) a coppie anche miste, del segacchio semplice da sagrestano di mezza collina con indulgenza plenaria, della mezzasega a cremagliera da assessore al turismo e della sega da corsa a staffetta per pioppéte e cèduo d’alto fusto.
Essa si presenta come una bellissima competizione, di prova di forza (quelli che segano anche cencinquanta tronci, ni viene un insulto e li portano al san Luca sulla canna della bicicletta), di prova d’intelligenza (quelli che dopo tre minuti si son rotti i cogliombari mollan tutto li e biscareggiano con le fiette che son a vede’ il gareggiamento), di arte manualistica artigianal ecologica (quelli che con la sega raffinata fan ma de’ capilovori , oggettistica d’arte e suveniristica di divozione tipo pinocchi e voltisanti, specie laddove eseguita da seminaristi, meglio se scalzi) Per tenere bòni quelli che soprintendono tutto presso alla soprintendenza sottintesa capitori sempre nifiti come cincìne siccome che non ni va mai bene nasega hanno state annunciate pertanto anco gare stemporanee no a sega ma bensì di “pennato libero” e “a squadre” tra concorrenti localistici, laddove a piacimento si pòle concorre’ anche sindaci, assessori, coniglieri comunali, dell’amaggioranza e dello posizione, prefetti d’ogni sesso ed d’ogni età, preti sfusi, banchieri e parucchieri , nonché la Sociazione Ambientalistico Cologista Monumentaliera “Frullana Nostra” che invece di perde’ tempo a letia’ a giornate e trattassi di tutti i titoli, ni darebbin giù stiòcchi di pennato sull’urecchi finché uno non ni dice a quell’altro: basta hai vinto te, non lo faccio PIU. SS, giuro su mi’ madre. Nella quale gara ci si trova anco ‘r pentimento demogristiano, uccell che passa basso, peggio de’ paduli. Cisi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
