Il dolore
Le dimissioni di Bianchi diventano un caso
Per l’opposizione l’assessore si era dimesso per non farsi pignorare l’indennità La replica del consigliere comunale: «Sono solo speculazioni di basso profilo»
ALTOPASCIO. Ancora polemiche sulle dimissioni di Alessandro Bianchi, ormai ex assessore del Comune di Altopascio. A intervenire nella vicenda il Partito democratico della cittadina del Tau e Alternativa Democratica, che rimproverano a Bianchi di non aver fatto chiarezza sulla vicenda e che mostrano una lettere inviata dalla ex compagna di Bianchi ai capigruppo del consiglio comunale di Altopascio. Nella missiva Bianchi viene accusato di aver rassegnato le dimissioni per liberarsi dell’indennità di assessore e evitare che quei soldi, pignorati dal tribunale, finissero a lei per il mantenimento dei tre figli.
Insomma, una vicenda in buona parte privata che diventa all’improvviso pubblica per il ruolo che Bianchi ha rivestito all’interno dell’amministrazione comunale.
«Da verifiche fatte è emerso che a Bianchi non è stata restituita alcuna delega come invece aveva dichiarato il sindaco Maurizio Marchetti. Ci chiediamo quindi quale sia il ruolo di Bianchi in questa amministrazione dato che non è membro di nessuna commissione e non ha alcuna delega specifica, al contrario dei suoi colleghi consiglieri. La sua indennità di assessore, infatti, con un’ordinanza del tribunale di Lucca, è stata pignorata in favore del mantenimento dei suoi tre figli. Ciò significa che il signor Bianchi era tenuto a versare direttamente alla ex compagna il suo stipendio di assessore. È proprio a questo punto che il signor Bianchi, con la complicità di Marchetti, ha inscenato le dimissioni con il preciso scopo di liberarsi di un'indennità pignorata dal tribunale».
Secondo le forze di opposizione di tratta di «un episodio molto spiacevole che ha visto primo cittadino e assessore ingegnarsi meschinamente per eludere un ordine del tribunale e per cercare di nascondere ai cittadini la realtà dei fatti».
Di opposto parere sia Bianchi che Marchetti
. Il primo accusa la minoranza di centrosinistra di «speculare biecamente su vicende familiari personali con metodi retaggio di altri tempi».
L’ex assessore, di professione veterinario, aggiunge: «Redditi e rendite sono sul sito del Comune e come ben si vede io fortunatamente non vivo con l’indennità di assessore, ma con la mia onorata professione che svolgo da 30 anni.
«Se vi sono necessità di pignoramenti, il tribunale può attingere da dove vuole - aggiunge Bianchi -. Da questa mia volontaria e coscienziosa sospensione, il Comune risparmia 15mila euro, ma questo sembra che alla minoranza non vada bene».
Critico nei confronti dell’opposizione anche il sindaco Marchetti.
«Non voglio entrare nel merito di quanto scrive la ex- compagna di Bianchi, perché essendo questioni estremamente riservate, che oltretutto coinvolgono tre minori, necessitano di una cautela molto maggiore rispetto a quella dimostrata dai consiglieri di minoranza e dal Pd - dice - Da parte mia rimango dell’idea che, al di là dei rapporti personali, in questa fase l’operato del comune e dei suoi componenti, sia tecnici che politici, debba rimanere confinato all’aspetto amministrativo. Sotto questo profilo Bianchi ha motivato le sue dimissioni durante un consiglio comunale, massima espressione della democrazia, e, fra l’altro, ricevuto la solidarietà di quelli che oggi lo attaccano così violentemente. Io stesso ho preso atto di quanto ha dichiarato, accettando le dimissioni.
«Questo ha comportato il fatto che le deleghe siano state revocate e con esse l’indennità. È compito di altri dirimere una questione privata» conclude il sindaco Marchetti.
Arianna Bottari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
