Il dolore
L’ombra dei renziani sulla conferenza Asl
Vertice al Ciocco dei sindaci dell’area premier. E Tambellini non avrebbe i numeri per essere eletto
LUCCA. Il pranzo dei renziani, al Ciocco, non ha sciolto i nodi sulla presidenza della nuova conferenza dei sindaci dell’Asl 2. I sindaci dell’area di riferimento del premier hanno fatto una analisi della situazione, senza però arrivare a prendere una decisione vera e propria. Anche se però è forte la voglia di riaffermare pure a lucca la leadership di governo.
Difficile dire cosa accadrà venerdì nella sede dell’Asl 2 a Monte San Quirico. Prima, alle 9,30, sono convocate le due articolazioni zonali (Valle del Serchio e Piana) della conferenza dei sindaci. La procedura prevede che si eleggano i presidenti di questi due organismi e che poi il presidente della conferenza dei sindaci vera e propria venga scelto fra uno dei due.
Ma pare improbabile che si possa arrivare a designare il successore di Giorgio Del Ghingaro, a meno che nei prossimi giorni non si facciano passi avanti sulla strada di una intesa che potrebbe essere a largo raggio e non riguardare quindi soltanto la sanità, ma che cominci a strizzare l’occhio alle elezioni regionali (il prossimo anno) e agli organi che sovrintendono la gestione di settori strategici, come i rifiuti, l’acqua e i trasporti.
Dieci giorni fa, nell’assemblea convocata per esprimere il gradimento sulla nomina di Joseph Polimeni come direttore generale dell’Asl 2, al posto di Antonio D’Urso, andato a Roma a guidare il S. Camillo Forlanini, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini ha preteso che venisse fissata una data precisa per la conferenza e si è trovato l’accordo su venerdì 4 luglio. Tambellini è di fatto l’unico candidato palese alla presidenza, rivendica il ruolo come sindaco del comune più importante, quello guida, quello dove si è aperto da poco un nuovo ospedale. Lo rivendica dopo aver pazientato e anche sopportato la gestione “capannorese” di Giorgio Del Ghingaro.
Ma in questo momento non sembra certoche il sindaco di Lucca abbia in mano tutti i voti necessari per essere eletto. Al suo fianco ci sarebbero infatti una serie di piccoli comuni della Garfagnana che farebbero salire i suoi voti dai 163 iniziali (quelli che esprime Lucca) a circa 260-270. La maggioranza è però 336 e non è quindi raggiungibile senza una intesa con Capannori (che ne esprime 92) che appare però piuttosto complicata. E a Tambellini non basterebbe eventualmente nemmeno l’appoggio di due sindaci di centrodestra, come Marchetti (Altopascio) e Fantozzi (Montecarlo).
Ecco perchè senza una intesa ampia nel Pd si rischia la paralisi e uno slittamento nella nomina del presidente che si ripercuoterebbe sulle indicazioni di politica sanitaria, di cui soprattutto il territorio ha estremo bisogno.
Detto dell’autocandidatura Tambellini, bisogna anche precisare che al momento nessun altro sindaco si è fatto avanti. Anche se l’onda lunga dei renziani potrebbe portare a qualche candidatura tra i più fedeli sostenitori della linea del premier, che sta cambiando anche la geografia e i rapporti interni al partito.(f.,t.)
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