Attenzione
Un circolo Arci a Guamo, la sfida di Marta e Mauro
Apre oggi “Direzione ostinata e contraria”, la scommessa di due giovani sposi Che puntano sul menù a filiera corta e sulla possibilità di realizzare eventi
GUAMO. Grande quanto basta, accogliente, ispirato da principi di qualità. Benvenuti a D.O.C., acronimo azzeccato di Direzione Ostinata e Contraria (citazione di Fabrizio De Andrè), circolo Arci targato 2014 che verrà inaugurato oggi a Guamo.
A dargli nome, sostanza e vita, in un territorio dove più l’associazionismo è stato quello cattolico, è una coppia di giovani sposi, Marta Felici e Mauro Rossi. Lei presidente del circolo, lui cuoco professionista. E intorno una squadra di amici e di amiche che si stanno rimboccando le maniche da giorni per far funzionare tutto al meglio.
«L'idea è partita un annetto fa – racconta Marta, giovanissima mamma di due bambini – così siamo andati alla sede dell'Arci di Lucca e il presidente, Beppe Corso, ci ha accolti a braccia aperte. Era felicissimo: giovani che decidono di attivare un circolo Arci e creare qualcosa di vero, di semplice e di autentico sul proprio territorio. E per il proprio territorio. Per noi è una bella scommessa, ci crediamo e abbiamo migliaia di idee da realizzare».
Intanto si comincia da oggicon l'inaugurazione, alle 17,30: musica dal vivo, esposizione di sculture di Nicola Biagini, animazione per bambini, buon cibo e buon vino. Dalla prossima settimana, poi, il circolo sarà attivo a tutti gli effetti: dal mercoledì alla domenica, dalle 17 in poi, per merende, aperitivi e cene.
Ma non cene qualsiasi. Al circolo di via di San Quirico a Guamo, infatti, gli ingredienti utilizzati nella preparazione dei pasti sono tutti di filiera corta. Provengono da produzioni sostenibili, biologiche, che mostrano particolare attenzione e rispetto per l'ambiente, per la terra e per gli animali.
«Da subito la creazione di questo circolo è stata fondata sull'importanza dell'alimentazione. Con un occhio di riguardo all'etica: per noi è fondamentale la promozione e la diffusione di contatti tra fornitori, che lavorano secondo metodologie sostenibili, rispettando l'ambiente e i lavoratori, e i clienti – continua Mauro, il cuoco -. Può sembrare arrogante, ma ho la presunzione di insegnare alle persone come mangiare, non solo per la loro salute, ma anche per imparare a nutrirsi in modo consapevole. Qua si mangerà tutto e sempre quello che la terra offre nelle varie stagioni. Vorremmo creare una sinergia virtuosa tra fornitori e clienti finali, il D.O.C. così diventerebbe punto di smercio per i nostri associati di tutti quei prodotti che noi utilizziamo per cucinare».
A D.O.C. il menù cambia ogni settimana e la regola principale è: prima si fa la spesa, poi si decide cosa mettere sulla carta. Il prezzo è quello da circolo Arci (con 20 euro si mangia tutto) e una è la convinzione che muove questi giovani sposi. «Credo che il tempo delle rivoluzioni con le armi sia finito – spiegano –. E' ora di cambiare l'esistente compiendo piccoli passi quotidiani, con piccoli rivoluzioni nel vivere di tutti i giorni. La nostra scelta così è stata quella di appoggiarci solo ai produttori che lavorano in modo sano e rispettoso: le verdure vengono dall'Anffas, il formaggio e la carne dalla Garfagnana».
Trenta coperti, un ampio spazio verde fuori dal locale e un'altra saletta, staccata dalla sede principale, dove poter allestire cene di gruppo riservate. E ancora: corsi di cucina, esibizioni dal vivo e massima apertura per tutte le possibili proposte avanzate dai soci stessi.
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