Sicurezza
Alce, Forza Italia all’attacco «Dai Comuni un clima ostile»
BAGNI DI LUCCA. Proseguono le ripercussioni politiche a seguito della notizia che Futuris non ha partecipato alle aste per aggiudicarsi i contributi statali necessari alla costruzione dell’impianto a...
BAGNI DI LUCCA. Proseguono le ripercussioni politiche a seguito della notizia che Futuris non ha partecipato alle aste per aggiudicarsi i contributi statali necessari alla costruzione dell’impianto a biomasse.
A farsi avanti oggi è Forza Italia che, in controtendenza con chi nei giorni scorsi aveva espresso soddisfazione per lo stop al progetto Alce, ha deciso di attaccare le Amministrazioni comunali di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano, non reputando positiva l’interruzione dell’iter per la realizzazione della centrale.
A parlare in rappresentanza della sezione locale del partito è Alceste Citti, ex assessore all’agricoltura nella giunta Donati che approvò nel 2010 la variante urbanistica, al tempo necessaria ad Alce per avviare le procedure.
«Le Amministrazioni di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano – dice Citti – si sentono fiere di aver creato un clima ostile per un investimento imprenditoriale voluto da industriali locali e stranieri. Con una serie di ricorsi, infondati e rigettati, non si è riusciti a dimostrare niente né sulla irregolarità degli atti né sulla pericolosità del futuro impianto. Una cosa invece è stata dimostrata senza dubbi né incertezze: a Bagni di Lucca non c’è il clima politico per consentire interventi imprenditoriali da parte di privati.
«Dubito – prosegue Citti – che le Amministrazioni abbiano fatto veramente l’interesse dei cittadini e del territorio. Cosa abbiamo ottenuto in cambio del fallimento dell’iniziativa? Abbiamo aperto la strada al licenziamento di una settantina di dipendenti a seguito di cui decine di famiglie cadranno nel disagio economico e sociale; abbiamo sprecato l’opportunità di utilizzare il vapore per il teleriscaldamento, utile per i residenti di Fornoli e per altre aziende interessate a impiantarsi in zona; si sono persi diversi milioni per le opere necessarie alla costruzione dell’impianto nonché tanti operai che, per tanto tempo, avrebbero occupato ristoranti, alberghi, case sfitte e che avrebbero dato una boccata d’ossigeno al nostro commercio. Per non parlare infine di qualche centinaio di agricoltori che lavoravano per Alce S.p.A. e che non riavranno la loro occupazione; ed dei proprietari di boschi che con richiesta di legname avrebbero avuto terreni di valore e produttori di un certa rendita, così invece ci rimetteranno. I nostri attuali amministratori hanno mai pensato un attimo a quanto sopra? Il direttivo del Partito di Forza Italia – conclude l’ex assessore Citti – pensa di no».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
