La manifestazione
«Tutto questo si poteva evitare»
Il consigliere provinciale Sel: non c’erano presupposti industriali
BAGNI DI LUCCA. Anche Paolo Barsanti ha deciso di intervenire sulla questione Alce dopo l’annuncio che Futuris non parteciperà alle aste per l’assegnazione dei certificati verdi, bloccando a quanto pare la realizzazione dell’impianto a biomasse di Fornoli. Barsanti, consigliere provinciale di Sel, si era apposto alla costruzione della centrale ed aveva presentato una mozione in cui chiedeva l’immediato espletamento della valutazione d’impatto ambientale sul progetto.
«Il fatto che i soci francesi di Futuris abbiano ritirato il loro impegno finanziario e quelli italiani abbiano comunicato che non concorreranno alle aste – ha detto – è una buona notizia; positiva non solo per l’ambiente e la salute, che sarebbero stati aggrediti dall’inceneritore, ma anche per l’occupazione nel settore legno, dei piccoli impianti a biomasse, del turismo; positiva per le relazioni tra cittadini e istituzioni e fra amministrazioni pure dello stesso colore». Certo, ha proseguito Barsanti, «tutto questo poteva essere evitato se le amministrazioni comunali e provinciali in carica negli anni 2009 – 2010, le istituzioni di controllo dell’aria, i sindacati si fossero assunti le loro responsabilità e non avessero taciuto la vera portata del progetto. Il fatto poi che la mozione presentata da Sel in cui si richiedeva la Via non sia stata approvata dal consiglio provinciale ha rappresentato l’ultima azione mancata per le forze politiche di destra e sinistra presenti a Palazzo Ducale». «Ora che il progetto Alce va verso la sua archiviazione – dice il consigliere – emerge che tutto ruotava intorno agli incentivi statali e che senza questi non valeva la pena di realizzare la centrale poiché non c’erano i presupposti industriali, ovvero i margini di profitto; alla faccia della retorica utilizzata per difendere l'occupazione».
Chiara Lammari
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