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Lucca

Un’impresa nasce, due chiudono

Un’impresa nasce, due chiudono

L’allarme di Confartigianato all’assemblea annuale. Edilizia ai minimi termini

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LUCCA. La crisi economica ha raggiunto l’apice, sottolinea Confartigianato. «Abbiamo toccato il fondo - spiega il direttore provinciale Roberto Favilla nel suo discorso all’assemblea annuale dell’associazione -, un fondo molto basso. Il problema è la stagnazione del mercato interno, in particolare l’edilizia. Senza spinta da questo comparto ifficilmente ci sarà ripresa. Adaiutare il sistema economico e produttivo lucchese è la varietà della sua composizione. A tirare l'economia provinciale sono il Tac (tessile, abbigliamento, calzaturiero), la meccanica, la carta, il marmo, la nautica. Mentre sono in flessione il comparto moda e alimentare».

«I dati di Unioncamere - continua Favilla - evidenziano come nel 2013 si siano iscritte all'Artigianato 970 nuove imprese. Ma in contemporanea 1808 hanno cessato l'attività. Per per ogni nuova ditta iscritta due hanno chiuso. Tra i settori più colpiti evidenziamo il calo delle costruzioni con -687 imprese in un anno che da sole rappresentano oltre il 70% del calo totale delle imprese artigiane. Tra Imu, stretta creditizia e disoccupazione la situazione per l'edilizia si è fatta critica. Al calo delle ditte è seguito un ricorso alla cassa integrazione che, in un solo anno, è aumentata di oltre il 60% e il pericolo è anche che si esauriscano i fondi per garantire questi ammortizzatori il che vorrebbe dire che, nei prossimi mesi, ci troveremo a dover far fronte a un livello di emergenza sociale ancora più importante».

Confartigianato, attraverso il suo direttore Favilla e il suo presidente Costante Martinucci chiede, a miglioramento della situazione attuale, «una seria riforma fiscale che porti ad una riduzione dell'Irpef, all'esclusione dal pagamento dell'Imu per gli immobili strumentali all'attività d'impresa, ad un nuovo sistema tariffario dei rifiuti mediante una revisione della Tari ed una rivisitazione della Tasi». Chiede inoltre la «riduzione del costo del lavoro e ulteriore semplificazione dell'apprendistato da intendere». Chiede anche, tra le altre, di «snellire gli adempimenti formali e garantire i termini di pagamento dei debiti commerciali da parte della pubblica amministrazione e dai privati, di ridurre i costi per i consumi energetici, di individuare un altro sistema di tracciabilità dei rifiuti».

«Ci accorgeremo di essere usciti da questo buio quando la pubblica amministrazione comincerà a dimostrare più rispetto per i cittadini e per le imprese, quando i pagamenti verranno fatti in 30-60 giorni come in altri paesi europei».

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