Finanza
Vanno all’asta case e fondi del Comune
Il piano è pronto. Il passo successivo: usare l’ex manifattura per recuperare 16 milioni di mutuo Piuss
LUCCA. Il piano è già pronto e sarà sottoposto all’approvazione della giunta la prossima settimana. Parliamo del piano di alienazione di immobili pubblici, primo atto dell’assessore Antonio Sichi nell’ambito della nuova delega alla valorizzazione immobiliare. Andranno all’asta solo «edifici con le carte in regola per essere vendibili, quindi alcune abitazioni e alcuni fondi», spiega Sichi, per un realizzo totale presunto intorno al milione di euro.
Il recupero delle risorse finanziarie, del resto, è l’altra faccia della “valorizzazione immobiliare” affidata dal sindaco a Sichi. Un’impresa non da poco, visto che l’obiettivo è arrivare, nel termine di due anni, a un progetto di ricollocazione (PIuss due) in primo luogo della parte di manifattura esclusa dai lavori di riqualificazione urbana (Piuss uno). Un’operazione sostanziale, visto che da quante risorse il Comune potrà incassare a seguito della ricollocazione della manifattura non interessata dai lavori Piuss dipenderà la sua capacità di investimento. Già da quest’anno ma in particolare dal 2015 infatti, spiega Sichi, l’amministrazione dovrà cominciare a pagare le quote di ammortamento del mutuo di sedici milioni contratto con la Cassa Depositi e Presti per i lavori del Piuss uno. Più risorse il Comune potrà ottenere dal suo patrimonio immobiliare, più si abbasserà il grado di indebitamento e più l’amministrazione avrà la possibilità di intervenire su altri fronti extra Piuss.
Sul riutilizzo e ricollocazione della manifattura “rimasta” dal Piuss uno esiste in realtà uno studio, spiega sempre Sichi, che individua i canali e le modalità migliori.
In ballo rimane il progetto per la realizzazione di un parcheggio multipiano nella ex manifattura, così come la possibilità di dedicarne una porzione a un uso residenziale. Potrebbero essere residenze di lusso con vista Mura, per una clientela agiata, come anche residenze per giovani coppie o anziani che il Comune potrebbe realizzare (e poi assegnare o vendere) anche contando su fondi regionali o europei dedicati a questo tipo di intervento.
Si tratta però adesso di studiare come il mercato potrà meglio recepire questo patrimonio immobiliare, quanto esso possa essere al momento appetibile e quali possano essere le sue migliori destinazioni d’uso.
Per Sichi, fresco di delega, il lavoro è già iniziato. «Ho chiesto intanto che venissero messe in ordine le procedure necessarie e i tempi per intervenire - dice l’assessore - sia relativamente a vendite che a cessioni del diritto di superficie».
La partita più grossa si giocherà nel 2015, anno clou per piazzare gli immobili, avviare nuovi interventi e cominciare «a introiettare risorse - conclude Sichi -. Entro due anni dovremo cominciare a trarre benefici finanziari da questa operazione, scongiurando che diversamente il bilancio rimanga ingessato». (b.a.)
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